Emma, adesso sì che inizio a divertirmi

Partito da Roma "Essere qui tour", con i brani dell'ultimo disco

Decisa, caparbia, tenace. "Ma non dite che sono arrabbiata. Il mio è una sorta di broncio naturale che ho fin da quando ero piccola, ma solo perché ero una bambina molto pensante. Forse, come dice mia madre, se fossi stata meno carina e più stupida avrei sofferto di meno. La mia è iperattenzione per quello che mi succede intorno. Triste e arrabbiata no, non potrei proprio esserlo: del resto cosa mi manca? Faccio tutto quello che voglio, come voglio". Emma ha ripreso, più determinata che mai, la strada dei live, la sua preferita. "Se potessi salterei i dischi e farei solo concerti". Ieri sera, a Roma ("la mia seconda casa"), ha debuttato con il suo Essere qui tour, con il quale porta in giro nei palazzetti italiani il suo ultimo disco (Essere qui) e i suoi brani più conosciuti. Godendo di un particolare stato di grazia. "Dopo 8 anni vissuti da matta, adesso inizio a divertirmi", racconta poco dopo che le luci si sono accese sul palco del Palalottomatica. "Finora non lo avevo fatto fino in fondo, ma più si matura e più si diventa autonomi. E io ora mi sento un fiume in piena. Ho così tante energia da essere pronta per un nuovo disco, e non è detto che non l'abbia già fatto. Sto bene, sono me stessa e sul palco mi sento migliore, bella, amata, accettata, forte". E si vede. Emma aggredisce il palco, se lo mangia con gusto, lo fa suo con lunghe falcate, cerca il contatto (anche fisico) con il pubblico, si mostra a nudo (letteralmente, quando si cambia in scena in controluce) davanti ai fan adoranti. "Credo sia lo show più sincero che ho prodotto, il più diretto, quello che che rappresenta ciò che sono. Penso di aver dato tutto quello che potevo e non ho nascosto niente. Volevo fare vedere tutto quello che succede sul palco. Anche arrivare a spogliarsi è un modo di dimostrare che non ho niente da nascondere". Il live, con un'ambientazione da locale underground ("quelli in cui ho sempre suonato") con tanto di scritta Exit in bella evidenza, lo ha pensato strutturandolo in tre momenti, "che corrispondono a tre personaggi, tre Emma diverse". Il primo blocco, che apre con L'Isola, apertura anche del disco, "rappresenta la me stessa nella vita di tutti i giorni, il secondo è più raffinato, con una parte acustica nella quale mi trasformo un po' in cantautrice con tanto di chitarra, nel terzo gioco a fare la figa, la regina della notte". Un concerto ch è la storia della sua vita. "Sì, di tutte le volte che ho bussato alle porte dei locali e non mi hanno aperto. Ma quella scritta Exit, significa che alla fine ce l'ho fatta ad uscire". Durante lo spettacolo, Emma non rinuncia a qualche sfogo personale: "Si sono dette tante cose sul mio album, sul tour ancora prima che partisse, ma io ho ritrovato qui quello che avevo immaginato per mesi nella mia testa. E chissene frega se il terzo anello del palasport non è pieno, perché mi interessa più la qualità che la quantità". Coglie anche l'occasione per affrontare temi come la violenza sulle donne, l'aborto, l'omofobia. "Lancio degli spunti, se anche uno solo del mio pubblico approfondisce ciò che dico, per me è un successo". Prossime date: domani a Milano, il 19 a Torino, il 21 a Padova, il 23 a Firenze, il 26 ad Acireale, il 28 a Napoli.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA