Noemi, la mia forza è essere un'outsider

Al Festival con La borsa di una donna, 12/2 esce Cuore d'artista

  Solare, estroversa, un fiume di parole in piena: Noemi è cambiata, è cresciuta come artista, ma senza perdere se stessa e la sua spontaneità, alla vigilia della partecipazione al Festival di Sanremo con il brano La borsa di una donna e dell'uscita del suo nuovo disco di inediti, Cuore d'artista, il 12 febbraio per Sony Music. "Questo album è un vestito che mi mostra per come sono ora. Una donna che vive un momento di tranquillità, che si sente realizzata nella vita professionale e in quella personale. Sono cambiata molte volte, ma sono sempre io e ora a 34 anni mi sento in pace con me stessa", racconta l'artista romana, colpita dalla notizia dell'esplosione per una fuga di gas di una villa a Sanremo che ha provocato la morte di una donna e il ferimento di Gabriel Garko. "In questi casi c'è poco da dire...". Per il suo nuovo lavoro Noemi vanta collaborazioni importanti da Giuliano Sangiorgi dei negramaro a Gaetano Curreri degli Stadio (anche loro tra i big del Festival), da Ivano Fossati a Marco Masini, che ha scritto il brano in gara a Sanremo. "E' una bella soddisfazione poter snocciolare queste collaborazioni che tutte insieme riescono a dare l'immagine di una donna moderna, che ha un ruolo nella società di oggi. Parlo della mia generazione, di come credo che sia". Quella generazione che la cronaca degli ultimi mesi ha ribattezzato 'generazione Bataclan'. "Nel brano Amen, che ha il testo più politico dell'album", canto 'Siamo figli della stessa terra siamo in guerra". La mia è una sorta di dichiarazione di arresa, di tregua nei confronti nel mondo. La canzone era già stata scritta quando sono accaduti i fatti di Parigi, ma sembra proprio che parli di quello che ci sta succedendo, di quello che stiamo vivendo". A Sanremo non sarà catalogata né tra le "vecchie guardie" - troppo giovane - né tra i giovani da talent, etichetta che si è scucita di dosso già da tempo, nonostante la sua partecipazione a The Voice. "Io sono un'outsider. Lo sono sempre stata. Mi piace pensare di appartenere alla Terra di Mezzo, al terzo sesso. Mi sento una pioniera", spiega orgogliosamente la cantante che non ha paura di rimanere schiacciata tra i due blocchi e anzi "sarà questa la mia forza al Festival". Vincere è sempre un verbo che scaramanticamente non usa nessuno, e Noemi non fa eccezione: "Mi auguro che La borsa di una donna possa diventare un pezzo importante che possa esistere per il suo valore al di là del festival. Voglio attraversare Sanremo in maniera figa, ma anche sopravvivere". Ma quanto conta la vittoria? "Dipende. La carriera di Vasco non ne ha avuto bisogno. Altre invece si sono rilanciate proprio all'Ariston. Perché comunque lo si consideri Sanremo è sempre una vetrina". Per la cover ha scelto Dedicato, un brano di Loredana Bertè. "E' stato quasi naturale sceglierla. Loredana ha portato l'innovazione nella musica italiana, il reggae. Portavoce dei cantautori senza essere melensa, senza tradire se stessa. E' stata una delle stelle del firmamento musicale cui guardare. Come Patty Pravo. Donne autonome, mai schiave delle loro canzoni, hanno vissuto e attraversato la musica con grande libertà e coraggio". Un'ultima battuta sulla televisione e sulla sua esperienza da giudice di The Voice. "Mi sono divertita, ma mi piace di più cantare e stare sul palco. In futuro chissà, la porta per le tv rimane aperta, ma per ora mi dedico alla musica. Ho voglia di tornare in tour".

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