Muti, musica è missione pace, nessuna ideologia

L'anno "asiatico" tra Cina e 150 anni relazioni Italia-Giappone

Taipei, Tokyo, Shanghai, Pechino e Seul: manca Pyongyang, ma la tournee di Riccardo Muti con l'Orchestra Sinfonica di Chicago appare più una iniziativa di pace in Estremo Oriente, spesso colpito da scosse geopolitiche.
"La musica è una missione di pace - osserva il Maestro -. Noi andiamo dove questo messaggio viene richiesto e accolto. I musicisti non fanno mai differenze in campo politico, noi siamo al di sopra e al di fuori. Fortunatamente, la musica non reca messaggi ideologici, ma solo bellezza".
A Pechino, dove ha avuto uno straordinario successo nei due concerti all'avveniristico National Centre for the Performing Arts (in centinaia hanno atteso con pazienza un autografo su un cd o un libro di musica), il Maestro parla con l'ANSA in termini più che positivi della Cina ("c'è un grande interesse per la cultura musicale" e "un pubblico estremamente giovane") e delle sue potenzialità. L'Italia, con una domanda sempre più esigente, deve essere all'altezza per un ritorno culturale ed economico.
"E' un paese vergine, ma con già milioni di musicisti che non sono più così ingenui da vivere ogni messaggio come verità inconfutabile. Abbiamo una grande responsabilità e sarebbe veramente una tragedia se esportassimo certe cattive abitudini che fanno parte della nostra falsa tradizione".
A tal proposito, Muti cita il trend d'esecuzione "per effetti canori, tradendo l'essenza profonda della nostra opera. L'opera tedesca è vista con rispetto, quella italiana come divertimento.
E lì abbiamo sbagliato noi. Se uno va a sentire Wagner va a sentire Wagner, se uno va a sentire Verdi va a sentire il soprano o il tenore, poi ci sono eccezioni. Abbiamo grandi responsabilità verso mondi nascenti che possono prendere facilmente cattive abitudini e peggiorarle ancora di più".
Il primo contatto con la Cina ("una conoscenza relativamente breve, ma intensa") risale al 2009 con l'orchestra di Shanghai: da allora, "c'è un paese lanciato come un missile alla conquista del nostro patrimonio perche' hanno capito che la cultura è il fondamento della società ideale. Noi non dobbiamo perdere questa occasione. Qui crescono teatri e sale da concerto. Aver suonato in una sala così gremita è stata una esperienza straordinaria".
L'Ncpa di Pechino è una struttura polifunzionale capace di "staccare" quasi un milione di biglietti all'anno. "Incontrando il suo direttore (Chen Ping, ndr), ho saputo che i ricavi sono generati per il 30% dallo Stato, il 50% dal botteghino e per la parte residua dagli sponsor. Una cifra enorme in ogni parte del mondo e il 50% ricavato dai biglietti è inimmaginabile da noi".
Il 2016 è un anno asiatico, forse "il più asiatico" della sua carriera: dopo la tournee (11-30 gennaio) con 5 città in appena 19 giorni, ("un bel ritmo", ammette) dedicata ai 125 anni della fondazione dell'Orchestra Sinfonica di Chicago ("tra le migliori al mondo"), Muti sarà a Tokyo dal 16 al 17 marzo per celebrare con l'Orchestra Giovanile Cherubini i 150 anni dei rapporti diplomatici tra Italia e Giappone presentando un "programma tutto italiano", basato su Verdi e Boito, che vedrà insieme giovani musicisti italiani e coetanei nipponici. "Sarà una grande festa di relazione tra la musica dei due Paesi. E' un bel gesto - osserva - aver pensato tra i vari eventi all'Orchestra Cherubini in un paese come il Giappone che, guarda caso, ha una grande ammirazione per il nostro paese e la nostra cultura".
A maggio, il ritorno a Seul con il corso dell'Accademia dei giovani direttori d'orchestra, cantanti e maestri collaboratori ("in Italia mi dedico solo ai giovani"), mentre nel 2017 l'appuntamento si terrà a Pechino. A novembre, infine, ancora a Tokyo per le Nozze di Figaro di Mozart con la Filarmonica di Vienna, come fece nell'esordio del 1975 nel Sol Levante. (ANSA).

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