Guido Elmi, da produttore a cantautore

Dopo 35 anni dietro le quinte, il 22 debutta con La mia legge

"Ad un certo punto senti il bisogno di uscire allo scoperto, di far sentire quello che hai da dire, di mostrarti in una veste nuova e soprattutto a nudo, senza furbizie". Dopo 35 anni passati dall'altra parte del vetro, quello dello studio di registrazione, Guido Elmi, produttore musicale tra gli altri di Vasco Rossi, Edoardo Bennato, Stadio, ha deciso di "metterci la faccia" e di uscire con un disco tutto suo, "un singer-songwriter che è una frustata di vita intensa", lo definisce, ovvero un disco di stampo molto cantautorale, dove i testi creano il fil rouge che unisce gli 11 brani di La mia Legge, in uscita il 22 gennaio. "Scrivo da tempo, ma finora non mi piaceva la mia voce - racconta al telefono all'ANSA -, non avevo trovato la tonalità giusta e quindi non mi ero mai esposto. Ora ho scoperto una voce da crooner che è stata apprezzata anche da altri e così ho realizzato il mio sogno". Un anno e mezzo circa per dare alla luce questo disco, con sonorità che spaziano dal gothic-metal al jazz, passando per la musica classica alle ballad. Con la benedizione del Blasco. "Ci siamo visti tempo fa e mi ha chiesto 'ora ti metti a cantare? e io cosa faccio?', ma il mio ruolo di produttore non cambierà, anche credo di essere uscito arricchito e cresciuto da questa esperienza che spero abbia un seguito", dice Elmi, conosciuto anche per essere in arte quel Steve Rogers che ha dato il nome alla Steve Rogers Band, il gruppo spalla che accompagnò il Vasco Rossi degli inizi e fino alla fine degli anni Ottanta. "Non avrei potuto utilizzare quel nome per il mio debutto, è qualcosa di datato. E poi La mia legge rappresenta Guido Elmi, non Steve Rogers".
Il titolo del disco è quello di uno dei brani che lo compongono, "il più duro", quello che racconta la fine di una amore, attraverso un elenco di affermazioni nichiliste che non lasciano speranza di redenzione o di salvezza, in un finale simbolico. "E' un brano che mi rappresenta molto, con gli echi delle letture che mi hanno influenzato". Baudelaire, Balzac; Nerval e tutta la letteratura francese dell'800 decadente, ma anche la letteratura americana. Echi e riferimenti che si ritrovano nei testi come quel "nessun Dio veglia più su di noi", che prende il via dagli scritti di Nietzsche. "Sono un buon lettore e a dirla tutta mi piace scrivere. Forse arriverà anche un libro, ho iniziato a scriverlo ma ci vorrà tempo. Il titolo però è pronto: Ego et absolvo. L'insostenibile pesantezza della musica leggera".
A livello musicale i riferimenti sono i più grandi: Bob Dylan, Leonard Cohen, Nick Cave, Neil Young. "Italiani? Mah, forse c'è un pizzico di Paolo Conte, ma niente di più. Però sono molto amante di Piero Ciampi e dal vivo mi piacerebbe fare una sua cover". L'idea di andare in tour, infatti, è più che un'idea: "lo devo a me stesso, ma mi devo preparare. Prima di metà marzo non farò niente

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