Bulgari punta sulla Cina, mercato in crescita e sofisticato

A Pechino la nuova collezione dedicata all'Antica Roma

(ANSA) - PECHINO, 13 DIC -
  La Cina "è un mercato cresciuto e sofisticato: presentare altrove le collezioni e non qui è ormai impensabile". Il numero uno di Bulgari, Jean-Christophe Babin, non ci pensa due volte sulla priorità che il Dragone ha nelle strategie del gruppo, sulla spinta del fattore demografico e di un Pil che cresce al ritmo del 6-7% annuo. E' pari per volumi al Giappone, ma diventa il primo assoluto su scala globale se si include Hong Kong nella formazione della cosiddetta Grande Cina, osserva Babin che, in un'intervista all'ANSA, spiega come negli ultimi anni sia cambiato anche il modo cinese di fare shopping. "L'acquisto all'estero - rileva - non funziona più come in passato, perché la differenza tra prezzi in Cina e quelli esteri non è tanto diversa. Può magari convenire per il fattore cambio, ma sia il potere d'acquisto, aumentato anche per le politiche fiscali del governo, sia la percezione dell'autenticità del brand sul mercato locale hanno reso più favorevole e facile l'acquisto in patria". C'è, in altri termini, "sempre più conoscenza dei marchi, più fiducia sull'autenticità e la richiesta di servizi di altissima qualità. La presentazione di novità deve essere fatta in Cina allo stesso momento di Roma". La crescita di Bulgari è a due cifre quest'anno e si tratta di una "cifra che dobbiamo ai gioielli", con punte ancora più alte in Cina, assicura Babin nell'atmosfera "dall'anima italiana in termini di lusso, di sofisticazione dei materiali e di servizio", che offre l'hotel Bulgari di Pechino, quarto per apertura poco più di un anno fa a livello globale. Si trova sul fiume Liangma, nella parte alta del quadrilatero delle ambasciate di Sanlitun. E' l'atmosfera scelta per la presentazione al pubblico cinese di Fiorever, la nuova collezione di gioielli che è un omaggio ai temi ricorrenti in statue, dipinti e manufatti dell'Antica Roma. Si ispira ai quattro petali, ma nella novità dei diamanti rispetto alle tradizionali gemme colorate che caratterizzano la produzione della storica maison, tutta italiana tra Roma e il Piemonte, sottolinea il numero uno del gruppo. "Una scelta voluta sia il fiore 'romano', un simbolo, sia il diamante e la prevalenza del 'bianco' a completamento di un'offerta mirata ad ampliare i motivi floreali che facciamo" e a raggiungere anche una clientela non solo di alta disponibilità economica. "All'interno di ogni petalo ce n'è uno piccolo e quindi sarebbero 8, un numero che ad esempio qui in Cina è considerato particolarmente propizio", nota Babin. La roadmap negli alberghi, invece, procede secondo la tabella pianificata. Dopo Pechino, Shanghai e Dubai, la settima struttura sarà nel 2020 a Parigi ("i lavori sono in fase molto avanzata"), poi Mosca nel 2021 e Tokyo nel 2022. Saranno alla fine del programma "15, forse anche 18, ma mai 50". Lo scopo è tutelare l'esclusività del servizio. "Al massimo - assicura - potremo salire a poco più di mille camere in tutto il pianeta". 

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