Burberry uomo sfila a Londra, ricordando Bowie

Le note del Duca, poi lo show fra coat oversize e borse maschili

    Non poteva mancare un'ombra di malinconia sulla sfilata con cui Burberry ha presentato oggi a Kensington Gardens, nel segno del glamour, la sua collezione uomo autunno-inverno 2016-2017. Non poteva mancare nel giorno della morte di David Bowie, leggenda musicale londinese, ma anche icona dello stile british nel mondo, dagli anni eccentrici e pittoreschi della gioventù a quelli più recenti, rarefatti e sofisticati. E sono state le note della sua musica a farla aleggiare per qualche minuto su una platea commossa, di vip e non, prima che la passerella si popolasse.
    Poi, come sempre in questo mondo, si è voltata pagina. 'The show must go on', stando al più banale eppure appropriato degli slogan. E lo show di Burberry, in un clima composto, come vuole lo stile della casa diretta da Christopher Bailey, non ha riservato delusioni: almeno a giudicare dagli applausi e dai primi commenti di un parterre in cui spiccavano i volti di Steve McQueen, regista premio Oscar con '12 anni schiavo', del cantante Mark Ronson, della top model Jourdan Dunn (erede annunciata di Naomi Campbell), del giovane attore Alex Lawther, di Gabriel-Kane Day Lewis, rampollo di Isabel Adjani e Daniel Day-Lewis, o di Brooklyn Bekham, modello adolescente della scuderia nonché primogenito di David e Victoria Beckham.
    Il tema dell'evento è stato rispettato alla lettera: "Something old, something new, something borrowed, something blue" ("Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu", secondo i classici amuleti portafortuna raccomandati alle spose nel giorno delle nozze).
    Accompagnata dalle melodie a tratti dolenti suonate al piano dall'emergente musicista anglo-francese Benjamin Clementine e trasmessa in streaming per la prima volta da Apple tv, la sfilata ha visto alternarsi il nero al beige, gli immancabili quadretti e scacchi della maison ai colori caldi, non senza tocchi di rosso o di blu navy e qualche scintillio. Curati e d'alta qualità, dal cachemire alle pellicce, i materiali, ma con elementi di 'sperimentazione' nei tagli di alcuni capi e nella scelta degli accessori. Così, accanto ai montgomery e ai trench più tradizionali, ecco cappotti e giacche oversize. O ancora la riscoperta dei bomber, le insolite borse maschili (Satchel), le scarpe informali con una certa predilezione per le sneakers e sottolineature più casual che in passato. Aderenti e corti i pantaloni, con episodiche concessioni al richiamo metrosexual delle paillettes, o piuttosto con il bordo a zampa d'elefante.
    Dettaglio, quest'ultimo, colto a caldo dall'edizione online di Vogue come una fra le non poche 'citazioni' della collezione in onore degli anni '70. Il decennio segnato dal sorgere della stella di David Bowie, neanche a farlo apposta. (ANSA).
   

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