La pirateria sottrae al mondo del libro 528 mln l'anno

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E' allarme pirateria nel mondo del libro con un danno economico di 528 milioni di euro annui alla filiera editoriale (carta più digitale), pari al 23% del valore del mercato (escludendo scolastica ed export), con ricadute per il sistema Paese di 1,3 miliardi e la perdita di 8.800 posti di lavoro, considerando anche l'indotto. E dal governo arriva la proposta di una campagna istituzionale che diventa culturale. "Potremmo pensare a una campagna istituzionale nelle tv, sui social, nelle scuole con messaggi molto precisi. Si tratta di far capire che fare click qualche volta determina un colpo sull'editore, sul libraio, sul giornalista, sull'autore. Basta pensare alle librerie o edicole che chiudono per capirlo" ha detto il sottosegretario all'editoria Andrea Martella alla presentazione dei dati Ipsos, illustrati da Nando Pagnoncelli, commissionati dall'Associazione Italiana Editori, che fotografano in modo completo un fenomeno che coinvolge più di un italiano su tre sopra i 15 anni (36%). "Dati drammatici che vanno al di là di ogni previsione, che richiedono e impongono una forte azione di contrasto" come ha sottolineato il presidente dell'Associazione Editori Italiani, Ricardo Franco Levi. "Continueremo - ha detto Levi - a lavorare insieme" e poi ha invitato a riflettere sul fatto che "se di quei 528 milioni di danni se ne recuperassero solo 1/4 cambierebbero tante cose". Pronto ad accogliere l'invito di Martella il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti: "Deliberiamo questa campagna istituzionale per l'anno 2020. Deve essere una campagna di tre-quattro argomenti, che sia una goccia tutti i giorni. Noi ci siamo come editori. Deve andare in televisione, nelle librerie, nei chioschi". Educazione e repressione le due strade indicate, ma quello di cui dobbiamo essere consapevoli è che in ballo ci sono la nostra libertà e democrazia. "Dobbiamo combattere una battaglia che ha a che fare con la democrazia. Il danno non è solo economico ma incide sul pluralismo delle informazioni.In fondo si tratta di spiegare che scaricare dalla rete libri e articoli di giornale è un disvalore sociale e significa anche scaricare la democrazia e un pezzo di libertà degli altri" ha detto il sottosegretario. "Come governo -ha aggiunto - faremo la nostra parte. Una prima cosa abbiamo cominciato a farla con i 20 milioni di euro stanziati nella manovra di bilancio già approvata per promuovere la lettura nelle scuole e con l'estensione ai quotidiani della 18App" ha spiegato il sottosegretario che ha sottolineato anche la "mancanza di regole certe che dovrebbero riguardare la giusta remunerazione del lavoro editoriale" e ha invitato a "pensare anche alla leva fiscale per contrastare la pirateria e quindi può essere utile un nuovo sistema di incentivi fiscali che incoraggi e promuova la lettura e la legalità. Penso che questa sarà una riflessione del governo prossimamente". Preoccupazione nel mondo editoriale: l'editore di Elena Ferrante, Sandro Ferri, ha pronta "una denuncia - racconta all'ANSA - per circa 20 mila copie false dell'ultimo libro della scrittrice misteriosa, 'La vita bugiarda degli adulti' che girano da qualche mese su bancarelle e Amazon prime". Selva Coddè, amministratore Delegato Area Trade di Mondadori Libri spiega che "l'obiettivo, come si è visto bene, deve essere quello di concorrere tutti insieme a elevare sia il tasso di lettura nel Paese che quello dell'acquisto del libro" e "quanto ai dati allarmanti sulla pirateria - aggiunge - ci sono settori più colpiti di altri; i più interessati appaiono essere i libri di saggistica e universitari". E per Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato di GeMS, "stupisce che la pirateria la pratichino persino gli studi di commercialisti che rischiano di essere sanzionati dalla Guardia di Finanza". Dato per certo che "non c'è proprio nulla di salgariano sulla pirateria attuale", come ha affermato Martella, il presidente di Confindustria Cultura Italia Innocenzo Cipoletta ha spiegato all'incontro, a cui era presente anche il giovane scrittore Giacomo Mazzariol "come l'1% del prodotto interno lordo sia occupato dall'industria creativa" e Renzo Nisi, comandante del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza ha fatto notare quanto sia difficile l'azione di contrasto di "un fenomeno così pulviscolare" e spiegato che sono "50 mila i testi cartacei sequestrati ogni anno. Mentre il presidente di Agcom, Angelo Marcello Cardani, ha insistito sul fatto che il problema "riguarda proprio la percezione di questa attività illegale".

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