Tornano in libreria le memorie di Licia Pinelli

Raccolte nel volume-intervista di Piero Scaramucci

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - LICIA PINELLI-PIERO SCARAMUCCI, 'UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA' (FELTRINELLI, PP. 224, 9.50 EURO) "Uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste". Sono le parole di Piero Scaramucci (giornalista, storico fondatore e direttore di Radio Popolare, scomparso nel settembre scorso).
    Torna in libreria per Feltrinelli 'Una storia quasi soltanto mia' (prima edizione 1982 per Mondadori) che Piero scrisse raccogliendo le confidenze di Licia (oggi 91 anni), vedova dell'anarchico Giuseppe Pinelli, incolpato della strage di piazza Fontana e poi morto precipitando dalla finestra della questura a Milano durante gli interrogatori per la strage. Un libro-intervista in cui si svelavano le trame dietro la strage e gli anni bui che ne seguirono.
    "Questa è la storia che Licia Pinelli mi raccontò agli inizi degli anni Ottanta. Era rimasta appartata, quasi silenziosa per una decina di anni, da quell'inverno del 1969, quando la bomba fece strage alla Banca dell'Agricoltura di piazza Fontana a Milano, suo marito Pino, ferroviere anarchico, precipitò da una finestra della questura e l'Italia scoprì che la democrazia era sotto attacco. Licia si era tenuta lontana dai riflettori concentrandosi in una tenace battaglia per ottenere giustizia sulla Giustizia. Non la ottenne. Dopo dieci anni Licia fece forza sul suo severo riserbo e si decise a raccontare di sé e di quel che era successo. Scelse lei stessa di parlare e mi chiese di intervistarla. Non fu un percorso facile, per Licia fu come reimparare a parlare e a guardare dentro se stessa dopo anni di silenzio e autocensura. Oggi, a distanza di tanto tempo, questo documento appare come un racconto di rara verità, chi vorrà scrivere la storia di quegli anni durissimi non ne potrà prescindere." Il racconto è arricchito da una cronologia degli eventi più importanti dell'epoca e da un inserto di foto.
    Piero Scaramucci è nato a Praga l'8 gennaio 1937 e morto l'11 settembre scorso. Giornalista, inviato speciale alla Rai dove ha lavorato dal 1961 al 1992 per le testate radiofoniche e televisive, dal 1992 al 2002 è stato direttore di Radio Popolare, che aveva contribuito a fondare nel 1976. Ha svolto un'intensa attività sindacale: è stato consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, cofondatore del Gruppo di Fiesole ed estensore dello Statuto della Federazione nazionale della stampa del 1999. (ANSA).
   

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