Aciman, 'Cercami' come una partitura musicale

Lo scrittore all'Anteprima di Libri Come con il nuovo romanzo

 ANDRE' ACIMAN, CERCAMI (GUANDA, PP 278, EURO 18,00). Ha una struttura che ricorda quella delle partiture musicali - scandita in 'Tempo', 'Cadenza', 'Capriccio', 'Da capo' - e la musica, quella classica in particolare, ha una grande importanza in 'Cercami', il nuovo romanzo di André Aciman, che esce per Guanda undici anni dopo 'Chiamami col tuo nome', diventato un fortunatissimo film di Luca Guadagnino.
    Tornano Elio e Oliver, ma 'Cercami' non "è un seguito di Chiamami col tuo nome' come ha spiegato Aciman che è stato protagonista, il 21 novembre, dell'Anteprima di Libri Come, la festa del libro e dei lettori, all'Auditorium Parco della Musica di Roma.
    "Il quotidiano e il realismo non mi hanno mai interessato. La mia scrittura cerca di essere come quell'armonia e felicità che c'è nella musica" dice lo scrittore che insegna letterature comparate alla City University di New York, vive a Manhattan, ha una passione speciale per il nostro Paese e parla benissimo italiano. "La musica è la forma d'arte più sublime che esista.
    Le variazioni Goldberg di Bach o i Quartetti di Beethoven sono il meglio che l'umanità abbia creato" sottolinea.
    L'amore, che vive al di là del tempo e delle distanze, è il cuore del romanzo. Ma prima di parlarci della nuova vita di Elio e Oliver, che dopo la loro folgorante passione hanno preso strade diverse, Aciman ci racconta un nuovo travolgente incontro: quello di Samuel, il padre di Elio che sta andando a Roma per rivedere suo figlio, e si imbatte in treno in una giovane fotografa ribelle. Con questa immagine si apre il libro che ci fa riflettere sul tema della paternità.
    "Mio padre, un uomo che amava immensamente la musica, ha sposato una sordomuta. Mi sono molto interrogato sul perché di questa scelta. E' un uomo che mi ha sempre affascinato" racconta lo scrittore che ha parlato del suo nuovo libro all'Auditorium Parco della Musica di Roma, con Marino Sinibaldi, Elena Stancanelli e un appassionato pubblico di lettori e fan.
    "Volevo capire chi era questo padre, da dove proveniva il discorso che faceva a suo figlio. Sono parti di una vita o di molte vite che non sono necessariamente connesse ma vanno insieme. La paternità non credo abbia un'influenza, si ripeta.
    La persone si formano autonomamente" afferma lo scrittore che ha origini turco-sefardite .
    In 'Cercami' anche la scrittura di Aciman ha un altro andamento, per brevi momenti. "Di romanzi lunghi ne ho scritti tanti, adesso basta" spiega l'autore che non nasconde "Elio sono io" e Oliver lo rimprovera perché non vuole guardare indietro.
    "'Non voglio parlare al passato. Siamo nel presente'. E' tipico di Oliver dire questo mentre io sono lontano da tutto ciò" dice Aciman che in Cercami ci mostra Elio, pianista affermato, sentimentalmente irrequieto, che vive a Parigi ed è innamorato di un uomo che ha più o meno l'età del padre. Oliver vive a New York, si è sposato e ha avuto due figli adolescenti, ma il legame con Elio non si scioglierà mai. (ANSA).
   

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