L'adolescente Giovanna della nuova Ferrante

Nel romanzo 'La vita bugiarda degli adulti'

(ANSA) - ELENA FERRANTE, LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI (E/O, pp 336, euro 19,00). E' una ragazzina di dodici anni, Giovanna, detta Giannina, che vive in una casa con tanti libri, è figlia di due professori e non vorrebbe deludere le loro aspettative, la protagonista e voce narrante del nuovo attesissimo romanzo di Elena Ferrante, 'La vita bugiarda degli adulti', che sarà in libreria il 7 novembre per le edizioni e/o.

A cinque anni dall'uscita di 'Storia della bambina perduta' del 2014, l'ultimo dei quattro volumi della saga bestseller de 'L'Amica geniale', che ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo, il nuovo romanzo della misteriosa scrittrice, sulla cui identità si sono fatte numerose ipotesi, ci porta ancora a Napoli, in quella del Rione Alto e del Vomero ma anche del popolare Pascone. 'La vita bugiarda degli adulti'  ci racconta in 336 pagine le trasformazioni e turbamenti del crescere, il disincanto, i tradimenti, le menzogne dei grandi seguendo la vita di Giovanna fino ai 16 anni, fino allo sgreatolarsi delle certezze, alla separazione dei suoi genitori, a una poco esaltante iniziazione sessuale.

"Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce,nell'appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevanoacquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto - gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole - e' rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o e' soltanto un dolore arruffato, senza redenzione..." racconta la Ferrante.

Ne 'La vita bugiarda degli adulti' non ci sono Lila e Lenù, ma il rapporto tra Giovanna e la zia paterna Vittoria che è la cosa più intensa e forte di questo nuovo romanzo, che a questo punto potrebbe essere il primo di una nuova saga. Ed è proprio la ricerca e la scoperta di questa zia, con la quale da tempo il padre di Giovanna ha rotto ogni rapporto, ad alimentare le paure, le scoperte, le menzogne e le verità della ragazzina. Di Vittoria, cancellata dalle foto, si parla come di una persona brutta e malvagia e quando Giovanna viene paragonata a lei dal padre, la ragazza va in crisi, si specchia ovunque per capire se è davvero così brutta, finchè fa di tutto per incontrare questa zia e quando la vedrà sarà una rivelazione per tante cose. "Le guardai per pochi secondi il viso senza trucco, poi fissai il pavimento. Vittoria mi sembrò di una bellezza così insopportabile che considerarla brutta diventava una necessità" scrive la Ferrante.

Ci sono anche e come sempre le donne e le amiche del cuore come Angela e Ida. Con quest'ultima Giannina parte in treno per Venezia in un viaggio che ha tutti gli ingredienti per proseguire.

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