Missiroli, è stata un'edizione democratica

L'autore di 'Fedeltà', 'ora sparisco, troppa visibilità fa male'

Essere stato per oltre un anno il superfavorito per la vittoria in un'edizione del Premio Strega che ha visto per la prima volta in maniera decisiva i marchi di uno stesso gruppo editoriale, Mondadori, correre ognuno per sé e divisi anche al loro interno, con Einaudi spaccata tra Torino e Stile Libero a Roma, non deve essere stato per niente facile per Marco Missiroli. L'autore di 'Fedeltà' (Einaudi), vincitore del Premio Strega Giovani, ha però saputo trovare sempre la nota positiva. "Ogni casa editrice ha corso per sé, mi sembra giusto dirlo e non so come mai sia accaduto. E' una loro logica che dovranno sistemarsi internamente. Questo in ogni caso ha reso più democratico il Premio" dice all'ANSA Missiroli, 38 anni, che è arrivato terzo con 91 voti dopo Benedetta Cibrario con 'Il rumore del mondo' (Mondadori), 127 voti, e al Ninfeo di Villa Giulia ha abbracciato e tifato sotto il palco per Antonio Scurati con il suo 'M. Il figlio del secolo' (Bompiani), super vincitore con 228 voti dopo essere arrivato per due volte secondo.

"Sono stato felice per Antonio. Volevo stare sotto il palco quando è stato proclamato vincitore perché avevo visto in lui una sorta di rilassatezza, un non prendersi troppo sul serio, come se gli Strega precedenti e questo libro lo avessero placato. Quando ha vinto ho percepito la liberazione. Voglio bene a Scurati e ho partecipato a uno Strega dove il libro che ha vinto è il più importante perché va a riempire un tassello che è oltre la letteratura, va a coprire un buco del tempo. Perdere con 'M.' di Scurati va bene" spiega Missiroli. E poi ammette: "Sicuramente è stato un peso essere stato dato come vincitore preannunciato. Non so se ha fatto bene al libro.

Psicologicamente porta male, ti rode. Un libro deve sempre avere una naturalezza, altrimenti diventa artificiale la questione. I preannunciati devono essere quelli che hanno già fatto un percorso di carriera, altrimenti ti si rivolta contro. Ma, vincitore annunciato o no, Scurati avrebbe vinto comunque".

Missiroli al quale il vincitore del Premio Strega 2019 ha raccontato di aver sussurrato all'orecchio mentre si abbracciavano: "vincerai la prossima volta", aveva detto poco prima al Ninfeo "se non lo vinco tornerò tra 95 anni" e questo "fa capire - sottolinea ora - quanto una persona non possa preventivare se tornerà allo Strega. Io mi sono avventurato, poi valuterò il momento in cui andarci di nuovo". Per ora Missiroli è fiero di essere il vincitore dello Strega Giovani 2019 con questo suo romanzo sul disincanto e le disillusioni in cui indaga sui tormenti e dubbi dell'animo umano, mettendo in scena il confronto tra una società moderna di infedeli e una vecchia di fedeli, attraverso il malinteso di una coppia che genera un terremoto, non solo matrimoniale. "Allo Strega Giovani votano in oltre 400 e la giuria è composta da studenti tra i 16 e i 18 anni" dice Missiroli e poi guarda all'estero, alla serie da 'Fedelta' di cui Netflix ha acquisito i diritti audiovisivi e al film dal suo precedente romanzo 'Atti Osceni in luogo privato', vincitore tra l'altro del Premio Mondello. "Spero che 'Fedeltà' faccia un suo percorso ancora. La traduzione in 32 paesi è una cifra spaventosa, sono molto contento. Con Netflix stiamo scegliendo i produttori italiani. Alla serie non collaborerò, ma spero di contribuire alla stesura di 'Atti osceni in luogo privato' di cui hanno comprato i diritti per farne un film" racconta lo scrittore.

  Il Premio Strega 2019 "mostra che la narrativa italiana è in super salute, a partire dai 12 finalisti e dalla cinquina di valore" di cui facevano parte oltre a Scurati, Cibrario e Missiroli, Claudia Durastanti con 'La straniera' (La nave di Teseo) e Nadia Terranova con 'Addio fantasmi' (Einaudi Stile Libero). Adesso Missiroli è "pronto a scomparire. La troppa visibilità non fa bene allo scrittore" dice. (ANSA).
   

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