Elif Batuman, racconto le due vite di Selin

Ne 'L'Idiota' con cui chiude il Festivaletteratura

MANTOVA - Selin, matricola ad Harvard, ha un amore infelice con Ivan e felice con la letteratura. "Ha smarrito il senso della sua vita" come racconta all'ANSA la scrittrice americana di origine turca Elif Batuman ne 'L'Idiota', il suo primo romanzo, che è stato finalista al Pulitzer e inserito in tutte le liste dei migliori libri dell'anno. Una storia di formazione ambientata nel 1995, quando l'email era un nuovo modo di comunicare e i social non facevano ancora parte integrante della nostra vita, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Martina Testa, con cui la scrittrice chiude il Festivaletteratura di Mantova.

"Ho scritto una prima bozza quando avevo vent'anni senza pensare che sarebbe diventato un romanzo di formazione. Quando mi sono trovata a revisionarlo, a 38 anni, ho capito che si trattava di un romanzo che racconta due vite. Un libro come viene definito negli Stati Uniti 'Campus', che parla dell'attività nei campus universitari e di come si vive l'amore a 18 anni, quando si è giovani e ci si lascia trascinare dalle relazioni sentimentali" spiega all'ANSA la Batuman, 41 anni, che vive a New York e capisce bene l'italiano anche se non lo parla. Storia d'amore tra i banchi dell'università, 'L'Idiota' racconta con umorismo la giovinezza, la solitudine, ma è anche un dialogo con la creatività e la letteratura, al quale la scrittrice è tornata a quasi vent'anni dalla prima stesura.

"Quando ho ripreso in mano questo libro ne stavo scrivendo un altro, 'The two lives' (Le due vite), un romanzo sulla vita di una giornalista originaria degli Stati Uniti che vive in Turchia. La struttura era piena di flashback e ho cominciato a farmi grandi domande sulla vita privata e quella professionale. Ho pensato al libro di Cechov 'La signora con il cagnolino' dove c'è un personaggio che ha due vite: una pubblica e una segreta. E in realtà era quello che accadeva nel romanzo che stavo scrivendo. Così, mentre cercavo di dare voce alla vita privata di questa giornalista, mi sono ricordata de 'L'Idiota' e ho pensato di dare un'occhiata a quella storia per prendere qualche dettaglio. E' stato interessante vedere in quello che avevo scritto che la protagonista è consapevole di vivere due vite, la vita della scuola, dei compagni di corso e una vita concentrata sullo scambio di email con Ivan. E mi sono detta che dovevo terminare questo romanzo, non prenderne dei dettagli" racconta la Batuman, collaboratrice del 'New Yorker', caso letterario con 'I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori'.

Gli abiti, la musica sono quelli del 1995, "un periodo particolare per la tecnologia, in cui non c'erano i social media, non c'era facebook" dice la scrittrice che il libro sulla giornalista non lo ha mai terminato e ora sta lavorando a una storia che si può collocare a metà tra 'L'Idiota' e 'The two lives'. "Sicuramente c'è sempre un rapporto nei libri che si scrivono con le relazioni amorose. Le domande diventano sempre più ampie, ma mai fine a se stesse". Selin, anche se fallisce con Ivan, ha un grande amore per tantissime altre cose. "Una storia d'amore o la storia d'amore non determina il destino di una persona e questo mi interessava raccontare" spiega la scrittrice che per i primi due libri ha ripreso titoli dei romanzi di Dostoevskij. "Il titolo provvisorio di quello che sto scrivendo si riferisce invece a un'opera di Kierkegaard, 'Out out'" racconta. La Batuman collega il problema dell'immigrazione "al fiorire dei nazionalismi, in Turchia come in Italia. Però - sottolinea - sono ottimista. Penso che questi nazionalismi dovranno sparire e le persone capiranno il carattere universale del genere umano. Sicuramente adesso hanno realizzato, in un certo qual modo, che sono state imbrogliate per una serie di anni, sentono l'ingiustizia sociale ed economica ma capiranno che vengono manipolati nel senso che viene utilizzata la condizione di povertà in cui vivono e dirottata la loro rabbia per aumentare l'orgoglio nazionale. Un discorso che non funziona più. Lo vedo nella reazione dei giovani negli Stati Uniti".

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