Zeichen, esce l'inedito 'Diario 1999'

Lo pubblica Fazi, primo titolo serie di scritti mai pubblicati

ROMA - Scritti inediti di Valentino Zeichen, raccolti in 'Diario 1999' (euro 18.50), arrivano in libreria il 5 luglio per Fazi editore. Sono annotazioni, anche sulle tarme che si mangiano i suoi vestiti, pensieri, poesie, appunti, piccole recensioni di film tra cui 'Casanova' di Fellini di cui dice nel rivederlo: "il film non è narrato, è raccontato. E' un limite della sua filmografia?". E poi resoconti di serate mondane, cene e incontri ai quali il poeta, morto il 5 luglio 2016, partecipò con regolarità insieme a una cerchia d'amici d'eccezione.

Il libro fa parte di una serie di diari, mai pubblicati finora, che il poeta scrisse con costanza dal 1991 al 2009, con cui la Fazi avvia la pubblicazione di un'opera di grande valore umano e culturale. Sarà presentato il 4 luglio alla Casa del Poeta, la casa in via Flaminia dove visse Zeichen, diventata uno spazio gestito, con la partecipazione del vice sindaco di Roma con delega alla Crescita Culturale, Luca Bergamo. Ci saranno la figlia del poeta, Marta Zeichen, che gestisce lo spazio, e varie letture da parte di amici di Valentino tra i quali Claudio Damiani, Gabriella Sica, Paolo Conti e Raffaele Manica.

A comporre 'Diario 1999' è un corpus di scritti prezioso e variegato, ricco di notizie sull'attività di letterati, poeti, artisti, intellettuali noti e meno noti, come Giovanni Raboni, Luigi Ontani, Nico Garrone, Angelo Guglielmi, Franco Cordelli, Gabriella Sica. Un documento prezioso che mostra la capacità di osservazione di Zeichen, il suo punto di vista originale sul mondo e il suo spirito talvolta pungente. "Mani in alto! La poesia su mia madre la tenevo stretta fra i denti, come fosse la moneta di Caronte, mi vergognavo di sputarla fuori. Devo ringraziare l'amico Maurizio Cucchi che l'ha messa in un'antologia scolastica, smascherandomi" scrive Zeichen il 30 novembre annottando sotto il testo: "Cena Garrone". E in un appunto del 20 dicembre afferma: "L'arte è tossica, e di tanto in tanto fa bene sottrarsi a questa droga". Al centro delle 330 pagine di 'Diario 1999' anche gli spietati meccanismi del sistema culturale italiano oltre alle amarezze, piccole gioie, riflessioni sulla vecchiaia e sul passare del tempo. "Dove sta il mio fallimento? Nel fatto che sono un poeta, anche stimato, ma povero" afferma Zeichen, che è stato tra i protagonisti assoluti della scena intellettuale del Novecento.

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