Maria Latella si racconta, io ragazza degli anni '60

'Fatti privati e pubbliche tribù', da Let it be al giornalismo

La conosciamo per le sue graffianti interviste, per la curiosità e serietà con cui ha portato avanti il suo lavoro di giornalista, per come ha raccontato e racconta la classe politica e i potenti. Per una volta Maria Latella ha deciso di parlare di sé in un libro, 250 pagine che si leggono come un romanzo: 'Fatti privati e pubbliche tribù', in uscita per le edizioni San Paolo. "Sono stata una bambina degli anni Sessanta" racconta nel libro la giornalista, come tante donne nate nella cosiddetta era del baby boom, cresciute con la consapevolezza di essere diverse dalle proprie madri, convinta "che là fuori ci fosse un mondo da andarsi a prendere". "Un futuro a titoli cubitali". Ma prima l'autrice ricorda le scarrozzate sulle Fiat 1100 "senza cinture". "La prima tv, la Standa, le figurine in tasca e i Buondì nella cartella". I "tanti bellissimi giocattoli, di plastica come le prime Barbie, tesori che i bambini delle generazioni precedenti mai avrebbero potuto permettersi".

Una generazione, sottolinea Maria Latella, "che ha raccolto più talenti musicali globali di quanti la storia ricordi". Un esperimento planetario grazie al quale "in ogni parte del mondo per la prima volta si potevano ascoltare gli stessi brani". E lei sceglie 'Let it be'. "Abbiamo affrontato gli anni Settanta - prosegue l'autrice - scansando le Br e le sprangate in piazza, con un LP di Lou Reed sottobraccio" e affrontato "le mille luci degli anni Ottanta con gli scaldamuscoli e Flashdance in cuffia".

Poi ha cominciato a scrivere un diario con una Pelikan verde e nera, allora andava l'inchiostro 'blu royal', e non ha mai più smesso anche se oggi usa il cellulare e il tablet. Maria Latella, che confessa di aver sempre preferito le persone riservate "tipo Cuccia o quella generazione lì", questa volta ha ceduto per condividere ricordi e passaggi complicati tra professione e vita familiare. Ma anche i tanti politici, i potenti e i 'debordanti' intervistati fanno parte della sua vita e dunque nel libro si parla anche di 'pubbliche tribù'. E si raccontano "i senza talento, persone convinte che l'adulazione (o un bel sedere) bastino per saltare la fila o rubare il posto", gli "scalatori-adulatori" di cui Latella - "faccio parte della tribù degli ottimisti" - si augura l'estinzione.

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