Ivano Spano e La malattia dell'Occidente

Esce nuovo libro dello psicoanalista con prefazione di Zamperini

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Oscilliamo tra presenza e assenza, tra realtà e apparenza. Nel mondo della rappresentazione, che "è l'unico che ci è dato di abitare", viviamo "nella profonda ambiguita'". Ivano Spano, psicoanalista, docente all'Università di Padova, nel suo nuovo libro 'La Malattia dell'Occidente.
    Marketing of life' (Guerini e Associati), con la prefazione dello psicologo sociale Adriano Zamperini, ci mostra le nuove forme di alienazione provocate dal vivere nella virtualità.
    "L'identità diventa cosi' il riflesso di 'stili di vita' strettamente associati ai marchi commerciali e ai prodotti che rappresentano" spiega lo psicoanalista, autore di oltre 70 testi scientifici, che si occupa in particolare di epistemologia delle Scienze sociali e delle Scienze della terapia ed è un critico del modello sociale ed economico capitalistico e dei processi di globalizzazione in atto.
    "Il termine 'acting-out', per l'autore, esprime compiutamente il tentativo del soggetto umano rivolto a sbarazzarsi di sé". "Così, l'agire finisce col prevalere sul pensare e il fare finisce per coincidere con l'essere. Il soggetto, allora, si realizza come 'imprenditore di se stesso' portando a compimento il plagio sistematico che la società esercita su di lui" come sottolinea nella prefazione Zamperini di questo viaggio nel pensiero dove troviamo anche Erich Fromm. Il contesto, ci fa capire Spano, è quello del capitalismo fallimentare che non regge ormai più la prova della storia, dove l'uomo perde di identità e una possibile via d'uscita si può trovare nel riappropriarsi e nel vivere la realtà, non la sua rappresentazione, e nella capacità di estendere il complesso delle relazioni partendo dal territorio, in quella che viene definita società del "dopo-crescita".
   

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