E' giallo sul teschio di Shakespeare, non è nella tomba

Archeologi sorpresi da indagine su tomba a Stratford-upon-Avon

(ANSA) - LONDRA, 24 MAR - ''Sia beato colui che risparmia queste pietre, e maledetto chi sposta le mie ossa''. L'incisione sulla lapide di William Shakespeare sembra però non essere stata rispettata: secondo un gruppo di archeologi mancherebbe il teschio del Bardo e forse sarebbe stato rubato. Sono giunti a questa conclusione gli studiosi della Staffordshire University che per la prima volta hanno analizzato, con un 'georadar', la tomba del grande autore, che riposa nella Holy Trinity Church di Stratford-upon-Avon, sua città natale nell'Inghilterra centrale, e ne è così scaturito un 'giallo' storico. ''Abbiamo notato una strana irregolarità con gli strumenti all'altezza della testa - ha detto l'archeologo Kevin Colls in un documentario che andrà in onda su Channel 4 - e abbiamo un racconto secondo cui in un certo momento della storia qualcuno è venuto e ha preso il teschio di Shakespeare. E sono convinto che non si trovi nemmeno nella Holy Trinity Church''. Lo studioso si riferisce a quella che era considerata come una leggenda: dei cacciatori di trofei avrebbero prelevato il teschio nel 1794. Era circolata alla fine dell'800 ma gli storici non le avevano mai attribuito una qualche attendibilità. Del resto del Bardo si è detto tutto e il contrario di tutto e restano ancora da chiarire tutta una serie di interrogativi, a partire da quale fosse il suo vero volto nonostante le (rare) raffigurazioni che sono circolate. O ad esempio quale fosse il suo stile di vita, se bevesse e anche, come qualcuno dice, se fosse un amante della cannabis. L'archeologo che ha guidato le ricerche, che hanno rivelato anche particolari sulle sepolture vicine dei familiari di Shakespeare come il fatto che i corpi erano stati avvolti in sudari e non deposti all'interno di bare in legno, ammette che le sue ipotesi possono scatenare controversie. Ancor di più se si pensa che c'è grande attenzione attorno al Bardo di cui si celebrano quest'anno i 400 anni dalla morte, avvenuta il 23 aprile 1616. Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute all'Università di Birmingham, è invece convinto che la storia del teschio sottratto resti una leggenda anche di fronte ai rilevamenti e perchè alla fine del 18esimo secolo era piuttosto inusuale la ricerca di 'trofei' nelle tombe dei grandi autori. Dubbi sono stati espressi anche dal vicario della Holy Trinity, Patrick Taylor, secondo cui ''non ci sono prove sufficienti per affermare che il teschio sia stato preso'' e soprattutto non ci sono piani per aprire la tomba e accertare se i resti siano integri o meno. Di sicuro ossa e teschi si possono trovare in grande quantità nelle opere di Shakespeare, a partire dall'Amleto. (ANSA). 

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