Papa in festa con bimbi per presentazione libro con sue risposte

Il Papa prega ogni giorno per la Cina, davanti a un'immagine della Madonna di Sheshan, e tra i suoi santi preferiti oltre a Ignazio di Loyola e Francesco d'Assisi, c'è la giovane Teresa di Lisieux. Lo ha confidato egli stesso a circa 15 bambini di tutto il mondo incontrati, lunedì pomeriggio, nello studio dell'Aula Paolo VI. Rappresentavano - riferisce l'Osservatore Romano - gli studenti tra gli 8 e i 13 anni, di varie scuole dei Gesuiti nei cinque continenti, che su iniziativa di padre Antonio Spadaro hanno formulato le domande presentate al Papa lo scorso agosto e da cui è nato il libro "L'amore prima del mondo" (Rizzoli), pubblicato oggi e presentato a Francesco nel corso dell'incontro segnato dalla spontaneità e dall'innocenza dei bambini. Una vera festa, di circa un'ora, cui hanno partecipato, tra gli altri, il card. Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas Internationalis, genitori ed educatori. All'ingresso, applauditissimo, del Papa i bimbi seduti a terra si sono alzati per andare ad abbracciarlo, prima di, introdotti da Tagle, cominciare a rivolgergli domande. "Voglio dire una cosa ai bambini e agli adulti: le domande più difficili che ho ricevuto non sono state fatte dai professori agli esami, ma sono le domande dei bambini", ha premesso il Pontefice. Ed è stata la bimba irlandese a rompere gli indugi chiedendo quale aspetto preferisse dell'essere Papa. "E' essere con la gente, essere vicino alla gente mi piace tanto perché quando sei con un anziano, un bambino, una ragazza, un uomo grande, ognuno ti insegna qualcosa della vita e ti fa vivere la vita. E si crea il rapporto con la gente. Io quando sto con la gente imparo sempre qualcosa. E questo è molto importante per la vita". Così ha voluto fare lui stesso una domanda: "E' meglio stare con la gente o stare separati dalla gente?". E alla risposta "Meglio insieme!", ha ribadito: "Per essere felici nella vita bisogna costruire ponti con la gente". Alla ragazzina filippina che ha domandato cosa gli sarebbe piaciuto fare se non fosse stato Papa, Francesco ha spiegato che quando avevo più o meno la sua età andava con sua madre o sua nonna al mercato a fare le spese. "Allora non c'era il supermarket. C'era il mercato nella strada che si chiamava 'feria' e c'era il posto della verdura, della frutta, della carne. E a me piaceva vedere come il macellaio tagliava la carne, con quale arte! E quindi dicevo che avrei voluto fare il macellaio. Poi ho studiato chimica, ma quella fu la prima vocazione". Dalla bimba di Singapore il quesito sui santi più amati. "Ho tanti santi amici - ha risposto - non so quale ammiro di più. Però sono amico di Teresina di Gesù, di sant'Ignazio e di san Francesco. Ammiro ognuno di loro per una differente ragione, però loro sono i tre che sono di più nel mio cuore". La piccola kenyana gli ha chiesto come ci si senta a essere Papa. "Mi sento tranquillo - ha risposto - e Dio mi ha dato la grazia di non perdere la pace. E' una grazia di Dio. Mi sento come uno che sta terminando la mia vita qui con molta pace. Mi sento bene per questo, sento che Dio mi dà pace. E al contempo mi dà allegria, per esempio questo incontro con voi mi rende molto felice. Quando p. Spadaro mi parlò di questa iniziativa, gli dissi: tu sei pazzo! Ma senza dubbio questo significa molto, perché io posso essere ponte con ognuno di voi". Il bimbo italiano ha chiesto al Papa cosa lo avesse convinto ad accettare l'elezione. "Avevo accanto a me - ha ricordato Bergoglio - un grande amico, un brasiliano che ha più di ottant'anni adesso, il card. Hummes. E quando vidi che potevo essere eletto mi ha detto: 'Non ti preoccupare, qui c'è l'opera dello Spirito Santo'. E poi quando sono stato eletto, lui mi ha abbracciato e mi ha detto: 'Non ti dimenticare dei poveri'. Mi ha messo davanti due personaggi lo Spirito Santo e i poveri. Ciò mi ha convinto ad accettare e a scegliere il nome di Francesco". Lo stesso bambino catanese ha poi domandato in modo diretto: "E tu che amore provi per Gesù Cristo?". Il Pontefice ha risposto con umiltà di non essere sicuro di amarlo veramente, ma che "cerca" di amarlo. Inoltre, ha proseguito, "ciò di cui sono sicuro è che lui mi ama: di questo sono sicurissimo". Infine il ragazzo cinese, il più grande del gruppo, ha domandato come e quante volte prega ogni giorno. Nelle risposte, oltre alla confidenza sulla sua devozione alla Madonna di Sheshan e sulla preghiera per i cinesi, il Pontefice ha stilato una sorta di agenda della sua giornata: "Prego al mattino quando mi sveglio, prendendo il libro di preghiere che usano tutti i sacerdoti, il Breviario; poi prego quando celebro la messa, quindi recito il rosario. Consiglio di avere sempre il rosario con voi. Io lo tengo nella tasca. Nel pomeriggio adorazione del Santissimo Sacramento: questi sono i momenti formali. Ma mi piace anche pregare per le persone che incontro. Vi ho mostrato il rosario e ve ne regalerò uno per ciascuno, ma in tasca ho anche una Via Crucis: e quando vedo quello che Gesù ha sofferto per me, per ognuno di noi, per amore, ciò mi rende più buono

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