Carrère, il fanatismo offende l'Islam più delle vignette

Lo scrittore francese in Italia con 'Il regno'

(ANSA) - ROMA - Emmanuel Carre're ripercorre i sentieri del Nuovo Testamento come fosse un meraviglioso romanzo in un libro piu' intimo rispetto agli altri, ma che ancora una volta non appartiene a nessun genere: 'Il Regno' (Adelphi) con cui e' protagonista di uno degli incontri di cui sono andati subito esauriti i biglietti, a Libri Come, la festa del Libro e della Lettura all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Un libro che riapre la questione della fede, della fedelta' e della religione in un momento in cui quest'ultima mostra la sua faccia piu' estrema, il fanatismo.

"L'islamismo cosi' come si manifesta, con il fanatismo, offende l'Islam molto di piu' di quanto non lo offendano le caricature di Maometto" dice all'ANSA Carre're al suo arrivo a Roma. "La religione piu' inoffensiva e' il cristianesimo" aggiunge. Ripescando i quaderni scritti a trent'anni nel periodo della sua conversione, quando era cristiano e faceva dire le preghiere ai suoi figli prima di addormentarsi, l'autore di Limonov ha sentito il bisogno di riaprire questa questione dell'essere credenti. "Ho riaperto quei quaderni con curiosita' e con un grande imbarazzo. Mi sentivo a disagio un po' come quando si guardano vecchie foto in cui si e' pettinati o vestiti in modo strano. Ero in imbarazzo rispetto a quel genere di fede che era molto egocentrica, una specie di ripiegamento difensivo su me stesso. Mentre mi sta a cuore una fede diversa, con un volto piu' luminoso. Scrivendo questo libro mi sembrava onesto raccontare che quella fase era stata mia in un certo momento della vita".

Ma l'aspetto centrale del Regno, di cui e' protagonista l'evangelista Luca, e' il fatto che "prima ancora di essere una dottrina il cristianesimo e' una narrazione. La diffusione del cristianesimo - sottolinea - e' stata innanzi tutto un successo letterario e io mi interrogo, cerco di immaginare chi era e come funzionava l'autore di uno di questi quattro libri con i quali noi, in fondo, siamo cresciuti. Da dove tirava fuori le storie che raccontava. E', insomma, anche la storia di uno scrittore: Luca". Oggi Carre're si sente "cristiano ma non credente" e a volte, racconta, "mi succede di sperare di essere piu' fedele a quella essenza e spirito del Vangelo di quanto non lo fossi - dice - all'epoca in cui mi dichiaravo credente. Vorrei veramente essere fedele a questo spirito del Vangelo che non ha niente a che fare con la fede dei dogmi della religione". 'Il Regno' e' proprio questo spirito del Nuovo Testamento, quello che risponde a quella cosa inaudita che e' dire che "gli ultimi saranno i primi".

Facendo rivivere i personaggi e le storie del I secolo dopo Cristo, da Saulo all'apostolo Paolo, a Filippo di Cesarea, a Pietro, Nerone e Seneca, Carre're parla anche della sua famiglia, di un amico buddista, di un video porno trovato in rete e di libri fra cui 'Le memorie di Adriano' di Marguerite Yourcenar che non e' mai riuscito a finire. "Mi piacciono i Taccuini ma Le memorie di Adriano, no, non l'ho mai finito" spiega. E della sua scrittura racconta: "In Francia quando esce un libro si scrive saggio, romanzo, documento. Io dovrei scrivere 'libro'. E' cominciato vent'anni fa, con L'avversario, in un modo assolutamente naturale. Mi viene spontaneo scrivere cosi', non voglio entrare in nessun genere, ma mi piacerebbe che il lettore li leggesse con la stessa passione con cui si legge un romanzo". E della serie rivelazione 'Les Revenants-Quando ritornano', ideata e scritta da Fabrice Gobert con Carre're, che arriva per la prima volta in chiaro su laeffe (canale 50 DTT e tivu'sat, 139 di Sky) da martedi' 7 aprile 2015 alle 21.00, con proiezione del primo episodio stasera a Libri Come, dice: "Ho partecipato solo alla prima stagione ed e' stato un lavoro appassionante. Se avessi continuato non avrei finito Il Regno" che ha impegnato per sette anni il grande scrittore. (ANSA).

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