A Scoppia Elena Ferrante-mania negli Usa, esce Storie di chi fugge e di chi resta

Nyt, rara intervista a Vogue, e i prezzi salgono su Amazon

    (ANSA) - NEW YORK, 25 AGO - Ha avuto finora un piccolo ma fedele numero di fan, ma per Elena Ferrante le cose in America per stanno per cambiare: un'intervista a Vogue, anomala per il mensile patinato perchè priva di fotografie, un lungo pezzo su T, il magazine più hip del New York Times della domenica. Alla vigilia della pubblicazione (il 2 settembre) di "Storie di chi fugge e di chi resta", Elena Ferrante sta per diventare il caso letterario di fine estate.
    La riprova? Amazon.com, che fino a qualche giorno fa aveva messo in prevendita il terzo episodio della trilogia napoletana uscito in Italia lo scorso dicembre a poco più di sette dollari, ha oggi alzato il prezzo: 9.99.
    Negli Usa la fama della Ferrante, misteriosa autrice nata a Napoli dal cui primo romanzo, "L'amore molesto", è stato tratto l'omonimo film di Mario Martone, era stata finora garantita dai "Giorni dell'Abbandono", la sua opera più letta, un profilo del New Yorker di due anni fa e da un tenace e appassionato passaparola. L'elusività che circonda l'autrice ha alimentato un piccolo, ma tenace mistero nella comunità letteraria: nel corso del tempo Ferrante è stata identificata, tra gli altri, con Goffredo Fofi, autore delle sole due interviste che le siano state fatte, e con lo scrittore napoletano Domenico Starnone. Anche stavolta l'anonimato chiesto fin dall'inizio dalla scrittrice ha ispirato l'attenzione dedicata dai media Usa: "Chi è Elena Ferrante", titola il New York Times corredando l'articolo su "T" con la foto di una donna vestita di blu con in testa un cappuccio macchiato di vernice: "La scrittrice conosciuta con questo nome non è mai stata intervistata di persona né è mai apparsa in pubblico, ma una raccolta di romanzi ferocemente sinceri hanno guadagnato a lei (o lui?) riconoscimenti come uno dei più attenti osservatori della societa' italiana". "T" ha celebrato la pubblicazione di "Storie di chi fugge" con i commenti di tre ammiratori, Gideon Lewis-Kraus, Meghan O'Rourke e Emily Gould. "L'obiettivo del suo tirarsi indietro - scrive Lewis-Kraus - è di mostrare che il culto della personalità in Italia può essere graziosamente ricusato".

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