Il mito di Parsifal torna sul grande schermo

Marco Filiberti racconta il viaggio iniziatico del giovane folle

Fine riprese negli studi di Cinecittà per 'Parsifal' di Marco Filiberti, più che film opera d'arte totale dove si mescolano mito, spiritualità e destino umano. Quarto film del regista, scrittore e sceneggiatore Filiberti, (Il Compleanno e "Poco più di un anno fa - Diario di un pornodivo), Parsifal ha necessariamente un impianto teatrale. Di scena Palamède e Cador, due marinai a bordo della loro imbarcazione, il Dedalus, in un imprecisato porto del Nord, un luogo senza tempo nel quale sono ben chiari i segni di un mondo oltre la rovina. L'arrivo di Parsifal, personaggio leggendario discendente di Titurel e padre di Lohengrin, giovane folle e ingenuo che sembra venuto dal nulla, costringe i due marinai a scendere a terra, dopo che il ragazzo ha sciolto il nodo che tiene ancorato il mercantile. Palamede e Cador si imbattono così in Elsa e Senta, due prostitute conosciute nella taverna-bordello del porto gestita da Kundry, una donna che, inaspettatamente, riesce ad avvicinare Parsifal del quale lei solo sembra conoscere il passato. Parsifal, il cui destino si lega strettamente alla ricerca del Graal, prosegue poi la sua peregrinazione, il suo viaggio iniziatico, fino ad arrivare in un non luogo dove un uomo, Amfortas, ferito all'inguine, è abitato da visioni apocalittiche e straziato dal dolore del mondo del quale si sente responsabile, poiché dominato dal desiderio. Parsifal, turbato da quella visione, si dirige nel tempo e nel luogo dove quella ferita ha avuto origine, la taverna-bordello di Kundry. Questa la storia evocativa del film che ha come cast artistico gli attori della Compagnia degli Eterni Stranieri: Matteo Munari, Diletta Masetti, Luca Tanganelli, Giovanni De Giorgi, Elena Crucianelli, Zoe Zolferino (e lo stesso Marco Filiberti). "Penso che questo film sia contemporaneo - dice il regista all'ANSA - perché è contrario al sistema-mondo. E questo con un afflato spirituale che però non incanala mai la spiritualità nel sistema, ma casomai lo rompe. Quello che intendo dire - continua Filiberti- è che la vera rivoluzione in assoluto è quella che deve avvenire dentro di noi. Parsifal è allo stesso tempo il soggetto di un una rivoluzione individuale e universale". Qual è la forza di Parsifal? "Quella di rinunciare totalmente all'Ego. Qui non si tratta di un io che patisce per questa sua rivoluzione, ma piuttosto di un atto liberatorio, di una rivoluzione iniziatica per affrancarsi dall'io" Cos'è il Graal che cerca Parsifal? È l'adesso - conclude Filiberti- e non a caso il film si chiude con questa parola". Le riprese di Parsifal , prodotto dalla neo-nata Dedalus SRL, oltre che a Cinecittà, hanno avuto come location: l'Abbazia di San Galgano, l'Abbazia di Sant'Antimo, la Pieve di Corsignano, i Bagni di San Filippo, la Cripta dei Longobardi a Abbadia San Salvatore e le celle di San Francesco a Sarteano.

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