Bar Giuseppe, storia di accoglienza

Giulio Base racconta l'eterno destino degli esiliati

(ANSA) - ROMA, 18 OTT - Quando al protagonista di 'Bar Giuseppe', film scritto e diretto da Giulio Base, appunto barista e gestore di una pompa di benzina, chiedono chi sceglierebbe come aiuto per il suo lavoro ora che è rimasto vedovo, risponde soltanto: "Prenderei tutti". E se si considera che hanno bussato alla sua porta per il lavoro tutti extracomunitari, si capisce bene lo spirito di quest'uomo di nome Giuseppe (Ivano Marescotti) che, tra l'altro, fa il falegname come hobby. La prescelta sarà Bikira, sbarcata da poco dall'Africa, che viene appunto assunta come cameriera nel bar.
    Ma i due, nonostante la differenza di età, si innamorano creando grosso scandalo nel paese e suscitando l'ostilità dei due figli maschi di Giuseppe. Il film, presentato nella sezione Riflessi della 14/a Festa del Cinema di Roma, vede il ritorno dietro la macchina da presa di Base dopo 'Il banchiere anarchico'.
    "L'onda che mi ha sospinto verso l'eterna scintilla della novella di Giuseppe e della sua sposa è il loro essere migranti" ha spiegato Base.
   

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