Set in Alto Adige, da Curon a 'Siberia'

Roberto Faenza con Resilient da storia premio Nobel Capecchi

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - Il campanile della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria che spunta dal bacino artificiale, per la produzione di energia idroelettrica, del lago di Resia, è una traccia potente di Curon, villaggio altoatesino allagato nel 1950 (e ricostruito nel lato orientale della valle) con la creazione di una grande diga. Un'icona 'local' che sta conquistando una popolarità globale come simbolo (anche nel primo teaser trailer) della nuova serie italiana targata Netflix, 'Curon', mystery che ha fra gli autori Ezio Abbate. E' solo uno dei titoli che hanno scelto il territorio, dove opera l'IDM Film Fund & Commission, per le produzioni audiovisive in Alto Adige. Fra le altre, è in preproduzione Resilient (il titolo è provvisorio) di Roberto Faenza, storia del Premio Nobel per la medicina Mario Capecchi (classe 1937), che da bambino si è trovato a vivere per strada prima di ricongiungersi con sua madre, sopravvissuta alla prigionia nel campo di Dachau.
   

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