Antropocene, foto dalla fine del mondo

In sala il docu sui disastri ambientali del nostro tempo

ROMA - Immagini straordinarie, così belle da far dimenticare quanto sono tragiche. E questo per raccontare la lenta morte annunciata della Terra. 'Antropocene - L'epoca umana', in sala dal 19 settembre distribuito dalla Fondazione Stensen e Valmyn, con la voce narrante di Alba Rohrwacher, è un documentario di poche parole, ma fa parlare piuttosto, in un viaggio nei sei continenti, le immagini. Ovvero, in Kenya, le cataste d'avorio sequestrate ai bracconieri e pronte ad essere bruciate; in Siberia, a Norilsk la città più inquinata del paese, le miniere di nichel e altri metalli più grandi del mondo; il deserto cileno di Atamacama punteggiato di vasche gialle o azzurre dove si tratta il litio, fondamentale per le batterie dei telefoni o delle auto elettriche e, ancora, a Immerath, in Germania, un luogo spettrale dove si sono abbattute case e perfino una chiesa pur di allargare le miniere di carbone a cielo aperto.

E non finisce qui. Non mancano immagini dell'estinzione irreversibile di molte specie animali, il tragico disboscamento dell'Amazzonia, la lenta scomparsa delle barriere coralline e, infine, enormi deserti colorati di indistruttibile plastica. 'Antropocene - L'epoca umana', frutto della collaborazione quadriennale tra il noto fotografo Edward Burtynsky e i registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, è il terzo capitolo di una trilogia che include Manufactured Landscapes (2009) e Watermark (2013), e appunto Antropocene. Il nome sta ad indicare questo nostro momento critico nella storia geologica del pianeta.

La tesi dell'Anthropocene Working Group, che ha avviato i suoi studi nel 2009, è infatti che gli ultimi 10.000 anni costituiscano un'era geologica vera e propria: ovvero che l'umanità sta sfruttando, più del dovuto, il pianeta, compromettendone lo stato e con conseguenze potenzialmente ancora più gravi e, molto probabilmente, irreversibili. "Ho visto Antropocene e sono rimasta colpita dalla capacità del film di mostrare una verità - l'abuso dell'uomo nei confronti del suo ambiente Terra - attraverso delle immagini indimenticabili , uniche - dice Alba Rohrwacher -. Ho accettato di doppiare la voce narrante in italiano per contribuire, per quanto possibile, alla maggiore diffusione di una coscienza della realtà ambientale che ogni giorno diventa più urgente. Credo che opere di questo tipo siano oggi necessarie, e che debbano essere fruite da un pubblico più ampio possibile, perché il tempo che abbiamo a disposizione per correggere il modo in cui interagiamo con il pianeta che ci ospita e ci accoglie, sta davvero scadendo. Non siamo più in grado di prevedere le conseguenze di questo processo - conclude l'attrice- ed è necessaria una rivoluzione nella nostra cultura e nelle nostre abitudini".

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