Marcello, Maresco e Martone in concorso a Venezia

Tre registi italiani in gara alla 76ma mostra del Cinema. Salvatores e Archibugi fuori concorso. Prima mondiale per serie tv Sorrentino e Sollima

 Un romanzo di formazione totalmente reinventato nell'ambientazione (lì la California, qui Napoli) ma non nella potenza politica - MARTIN EDEN di Pietro Marcello con un camaleontico Luca Marinelli - un classico di Eduardo De Filippo riportato alla Napoli contemporanea di Gomorra - IL SINDACO DEL RIONE SANITA' di Mario Martone con Francesco Di Leva - e la lettura grottesca della Sicilia a 25 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino - LA MAFIA NON E' PIU' QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco con Letizia Battaglia e Ciccio Mira.
Il tris italiano in gara alla 76/ma Mostra del cinema di Venezia (28 agosto - 7 settembre) ha un filo rosso nel racconto sguincio e a suo modo realistico del nostro paese travagliato nella dialettica bene/male, nonostante storie di fantasia o riferimenti letterari. "Film italiani - dice il direttore Alberto Barbera - scelti dopo aver visto tutti i film disponibili e valutati decidendo di mettere in concorso quelli con ambizioni più alte e sfide più radicali".
Marcello, Martone (al secondo anno consecutivo in concorso), Maresco guidano idealmente una pattuglia italiana numerosa composta da registi amati dal pubblico e giovani emergenti disseminando i talenti in ogni sezione senza i ghetti di qualche anno fa. Ecco così che il direttore Alberto Barbera può permettersi di puntare per il concorso su tre opere forse ruvide e lasciare al Fuori Concorso il nuovo film di Gabriele Salvatores TUTTO IL MIO FOLLE AMORE on the road sulla diversità con un adolescente che trascina i tre adulti più importanti della sua vita Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono (dal libro di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non avere paura) e VIVERE di Francesca Archibugi, storia familiare con la coppia Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini. In prima mondiale arrivano due episodi ciascuno di altrettante attese serie tv internazionali, di Sky Studios: THE NEW POPE di Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich e ZEROZEROZERO di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano sul traffico di cocaina. Ma c'è molto altro come il racconto "più vero" dell'imprenditrice influencer Chiara Ferragni in CHIARA FERRAGNI - UNPOSTED di Elisa Amoruso nella sezione Sconfini che propone anche EFFETTO DOMINO di Alessandro Rossetto sulla crisi economica in nord est, il "sorprendente e indefinibile" IL VARCO di Federico Ferrone e Michele Manzolini. Fuori Concorso nella sezione fiction oltre a Salvatores e Archibugi è italiano anche il film di chiusura THE BURNT ORANGE HERESY di Giuseppe Capotondi mentre nella non fiction IL PIANETA IN MARE di Andrea Segre racconta Marghera, CITIZEN ROSI di Didi Gnocchi e Carolina Rosi è un film sulla storia italiana attraverso il cinema civile di Francesco Rosi, I DIARI DI ANGELA 2 di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. In Orizzonti c'è l'esordio autobiografico di Nunzia De Stefano (ex moglie di Matteo Garrone, conosciuta sul set di Gomorra, cresciuta in un container di Ponticelli per sfollati dal terremoto dell'80) NEVIA, l'esordio di Carlo Sironi con SOLE.
Biennale College fa debuttare Chiara Campara con LESSONS OF LOVE, mentre tra i documentari di Venezia Classici ci sono FELLINI FINE MAI di Eugenio Cappuccio, BOIA, MASCHERE E SEGRETI: L'HORROR ITALIANO DEGLI ANNI SESSANTA di Steve Della Casa, SE C'E' UN ALDILA' SONO FOTTUTO. VITA E CINEMA DI CLAUDIO CALIGARI di Simone Isola e Fausto Trombettta, LIFE AS A B-MOVIE: PIERO VIVARELLI di Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli, FULCI FOR FAKE di Simone Scafidi. Infine un corto italiano a Orizzonti: SUPEREROI SENZA SUPERPOTERI di Beatrice Baldacci.

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