Si apre con 7 sconosciuti a El Royale

Goddard, mi sono ispirato a Tarantino e ai Coen

Apertura nel segno del neo-noir e dell'ultracitazionismo, dai film di Tarantino a quelli dei Coen, da Charlie Manson ai Blues Brothers dal Grande Fratello a Shining, per la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. '7 sconosciuti a El Royale' scritto e diretto da Drew Goddard non ha insomma deluso: si salta due tre volte dalla sedia e non ci si annoia mai nonostante l'eccessiva durata di oltre due ore. Al tutto per questo film che sarà in sala dal 25 ottobre con la Fox, si aggiunge un mega-cast di protagonisti tutti 'doppi' nell'animo e nella mente interpretati da Jeff Bridges, Cynthia Erivo, Dakota Johnson, Jon Hamm, Cailee Spaeny, Lewis Pullman, Nick Offerman e Chris Hemsworth.

Sono loro i sette perfetti estranei e bastardi, ognuno con un passato da seppellire, che si incontrano nel fatiscente El Royale, hotel a Lake Tahoe nel 1969 sul confine tra California e Nevada. "Sono sette personaggi 'doppi' - dice oggi a Roma il regista -, sette persone che non sono come inizialmente appaiono e che, tra l'altro, sì muovono in un luogo 'doppio', in un hotel dove passa al suo interno il confine tra California e Nevada". I riferimenti creativi di Goddard. "Per quelli della mia generazione è impossibile sfuggire al talento di Tarantino e dei Coen. inevitabile".

Autore della sceneggiatura di 'Cloverfield' e 'The Martian' (che gli è valsa una candidatura all'Oscar) e creatore della serie Netflix 'Daredevil' e regista di 'Quella casa nel bosco', Goddard ha definito questa sua opera seconda: "la mia lettera d'amore per il cinema e la letteratura noir di quegli anni". "Amo da sempre gli anni Sessanta - dice il regista nato a Los Alamos nel 1975 e uno degli sceneggiatori della serie cult 'Lost' - e così ho girato in pellicola, un modo per evocare quel periodo. Nella pellicola ci è qualcosa di più emotivo, qualcosa che non sento nel digitale. E poi - aggiunge - ho girato anche in anamorfico proprio come ha fatto il vostro Sergio Leone in 'C'era una volta il West'". In conferenza stampa, che ha visto il forfait di Dakota Johnson che era stata annunciata alla vigilia, anche Cailee Spaeny, che nel film interpreta Rose una ragazzina adepta di una setta luciferina capitanata da Billy Lee (Chris Hemsworth), che dice essersi preparata per il suo personaggio:"guardando documentari sulle molte sette che ci sono in giro". Un capitolo a parte per Jeff Bridges, uno straordinario falso prete, Padre Daniel Flynn, che dopo aver fatto una strage è capace di rivestite i panni del sacerdote per una credibile confessione piena di umana pietà.

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