Loznitsa, su Sentsov politici sordi

Regista ucraino al Lido, rinnovo appello per la sua liberazione

(ANSA) - VENEZIA, 7 SET - "Mi chiedono spesso se gli artisti possano influenzare il mondo e far cambiare la politica sociale.
    Nel caso di Oleg Sentsov i politici si stanno rifiutando di dare ascolto alla voce della ragione. Io rinnovo l'appello affinché la sua tragedia umana si concluda e venga liberato al più presto". Lo ha detto il regista Sergei Loznitsa, in apertura della conferenza stampa del documentario Process, su un grande processo farsa stalinista del 1930, fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Loznitsa, bielorusso cresciuto in Ucraina, ricorda: "Sono venuto a Venezia la prima volta nel 2015 e avevo protestato per l'arresto di Oleg. Sono tornato nel 2016 con il mio documentario Austerlitz e avevo protestato per la sua condanna a 20 anni e il suo trasferimento in una prigione di massima sicurezza nel nord della Russia. Ora Sentsov è da quattro anni in prigione ed è al 117/o giorno di sciopero della fame, che ha iniziato a maggio, si è ampliata la mobilitazione internazionale, ma non veniamo ascoltati".
   

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