L'amore imperfetto secondo Reygadas

Al Lido Nuestro Tiempo, il regista e la moglie 'coppia aperta'

venezia - "L'amore è una cosa imperfetta" dice a un certo punto il protagonista di 'Nuestro Tiempo' di Carlos Reygadas interpretato dallo stesso regista e dalla sua bellissima moglie (Natalia Lopez). Una sorta di Amarcord che arriva dal Messico, proprio come 'Roma' di Alfonso Cuaron, allusivo o forse vagamente autobiografico, dedicato all'amore in crisi di una coppia 'aperta' interpretata dal regista e dalla sua compagna. Una coppia che vive in una grande fattoria, con tanto di allevamento di aggressivi tori, immersa nella natura selvaggia del Messico. In concorso in questa 75/a edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, 'Nuestro Tiempo', nonostante la durata di poco meno di tre ore (173 minuti) e il compiacimento estetico di lunghe sequenze (una è dedicata a un motore di un auto in marcia), non ha visto fughe dalla sala. Anzi, a fine proiezione, tanti convinti applausi.

Un grande e coraggioso film, quello del regista messicano, che mette ambiguamente in gioco se stesso e la sua famiglia nel segno di una verità, quella dell'amore, difficile da decifrare. "Non ho scritto questo film per me e mia moglie - ci tiene a dire dopo ripetute domande -. Natalia, mia moglie, è arrivata a questo progetto perché non trovavo un'attrice adatta e la stessa cosa per il protagonista maschile che alla fine ho deciso di fare io. Non ho certo un problema con la mia privacy, né di far vedere la nostra camera da letto e le nudità. Il fatto se siamo noi davvero o no - conclude - è del tutto secondario". Nel film un poeta Juan (Reygadas) e la moglie, Ester (Lopez), sono appunto una coppia "aperta, ma felice con tre figli. Vivono in una fazenda in mezzo alla straordinaria natura messicana tra mille cose da fare. Quando però il ‘liberale’ Juan si accorge che la moglie sta vivendo una relazione con Phil, giovane allevatore di cavalli, tutto scoppia. Per il poeta il fatto che Ester non gliene abbia mai parlato è il vero tradimento e così Juan torna ad essere il più tradizionale degli uomini (controlla il telefonino della moglie e la spia appena può). Non solo, cerca di recuperare il loro rapporto attraverso appassionate lettere indirizzate sia ad Ester che al suo amante Phil. E questo in un crescendo di gelosia, passione, scene hard con protagonista la moglie, vojeurismo (Juan assiste più volte al sesso tra i due amanti) e relative umiliazioni del protagonista solo per parlare sulle difficoltà dell'amore, della sua relativa e della sua inevitabile corruzione nel tempo.

"Non vedevo da anni quello sguardo che tu regali a Phil, neppure me lo ricordavo" dice a un certo punto Juan a se stesso con la morte nel cuore. Sulle quote rosa nel cinema, infine, Reygadas è scettico: "difficile parlare di queste cose. Anche del Giappone c'è solo un film in concorso e sempre pochi film latino-americani, insomma mi sembra che il problema sia più complicato ".

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