Natalie Portman popstar stile Madonna

L'attrice, in America tanta violenza anche nelle scuole

Una Natalie Portman, popstar stile Madonna, che canta le canzoni di Sia (cantautrice australiana) e fa vogueing sul palcoscenico è quella che si vede in 'Vox Lux' di Brady Corbet, presentato in concorso alla 75/a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Una Portman scatenata e credibile nei panni di Celeste, un'artista alle prese con il successo da difendere, con i dolori di un abbandono, con le figlie adolescenti e con il tempo che passa. Ma non si confonda 'Vox Lux' con una sorta di musical.

Il film ha sì un'anima pop anche se declinata al dramma, ma anche la volontà dichiarata dal raffinato e colto regista Corbet di raccontare i principali avvenimenti del XXI secolo attraverso le vicende di questa cantante. E così non a caso la carriera di Celeste (da giovane interpretata da Raffey Cassidy, che appare poi anche nel ruolo della figlia della popstar, Albertine) inizia nel 1999 quando Celeste viene ferita a scuola proprio come accadde a Columbine.

"Il ventesimo secolo è stato marcato dal male e il ventunesimo lo sarà altrettanto - dice Corbet -. In questo film volevo fare una riflessione sulla storia degli ultimi venti anni, dal 1999 al 2017, un periodo pieno di ansia". Mentre la Portman sottolinea: "Mi ha interessato la psicologia della violenza che c'è anche nel film. Oggi negli Usa di violenza ce n'è tanta. I massacri nelle scuole sono diventati comuni. E' quasi una guerra civile". "Vox Lux non è comunque un messaggio contro le armi - ci tiene a dire l'attrice, nata a Gerusalemme nel 1981 e premio Oscar nel 2011 con Il cigno nero -, ma un'opera d'arte". Spiega ancora Natalie Portman: "Cantare mi è sempre piaciuto moltissimo e recitare nei panni di una popstar era per me un sogno che ho realizzato. Ho poi anche anche una passione per il ballo, anche se in questo caso è molto diverso da quello che facevo ne Il cigno nero". Ci sono differenze tra l'essere una star musicale e del cinema? "Una cantante, rispetto alle star del cinema, ha una famiglia più in pericolo, anche perché è sempre in giro, e poi c'è una maggiore commistione tra la vita e il mercato musicale". Corbet, tornando agli avvenimenti di Columbine, rivela: "Sono cresciuto in Colorado, la scuola Columbine era proprio vicino casa e quella strage ha segnato per sempre la mia vita".

In 'Vox Lux' anche immagini del crollo delle Torri Gemelle, ma rassicura il regista: "E' come un ritratto storico, non un film realistico, ma piuttosto una favola".

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