I magnifici 5 Usa in gara guardando agli Oscar

Chazelle, Coen, Schnabel, Alverson e Corbet in corsa per Leone

Qualcuno deve aver detto all'industria cinematografica degli States che passando per il Lido ci si trova direttamente alla cerimonia degli Oscar. Una specie di scorciatoia che ha funzionato, almeno negli ultimi anni, sia per la collocazione temporale della manifestazione che sta a ridosso della promozione agli Academy Awards, sia ovviamente per la bravura del direttore artistico Alberto Barbera. Fatto sta che quest'anno in corsa per il Leone d'oro sono ben cinque i film provenienti dagli States su 21 (proprio come negli ultimi due anni): si va da Damien Chazelle con FIRST MAN a Ethan e Joel Coen con THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS, da Rick Alverson con THE MOUNTAIN a Julian Schnabel con AT ETERNITY'S GATE, fino a Brady Corbet che porta al Lido VOX LUX.

Partenza con un super-candidato agli Academy come FIRST MAN di Chazelle. Già vincitore di 6 Oscar con 'La La Land', film d'apertura al Lido nel 2016, il regista torna a lavorare con Ryan Gosling e gli fa vestire questa volta i panni d'astronauta di Neil Armstrong, il primo uomo a sbarcare sulla luna nella storica e discussa missione Nasa del 1969. THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di Ethan e Joel Coen, targato Netflix, con Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson e Tom Waits porta al Lido la surreale ironia con risvolti noir dei due registi, con quella che si annuncia un'antologia western in sei racconti. Protagonisti: un cowboy cantante, un ladro di banche e bestiame incapace, uno show teatrale itinerante, un cercatore d'oro truffato, una donna in viaggio con due guide e, infine, i passeggeri di una diligenza diretta verso una meta misteriosa.

Julian Schnabel, in questo caso prima pittore che regista, ha invece messo mano con AT ETERNITY'S GATE alla vita del grande artista olandese Vincent van Gogh (1853-1890) interpretato da Willem Dafoe. Di scena gli anni trascorsi nel sud della Francia prima di essere internato in manicomio. Dopo questi tre pezzi da novanta al Lido anche due giovani come Rick Alverson e Brady Corbet. Il primo porta in concorso l'infinita maledizione della famiglia Kennedy in una sorta di medical-history-drama dal titolo THE MOUNTAIN. Ambientato negli anni Cinquanta, il film è ispirato alla storia vera del medico che eseguì, tra l'altro con pessimi risultati, una lobotomia su Rosemary Kennedy, figlia di Joseph Kennedy. Un mezzo per reprimere la sessualità troppo libera e l'instabilità emotiva della donna. Infine, VOX LUX del trentenne Brady Corbet con Natalie Portman, Jude Law, Raffey Cassidy e Stacy Martin, segue invece la scalata al successo di Celeste (Portman), che diventa una superstar del pop in America dopo una grande tragedia che ha avuto ripercussioni sulla sua nazione. Si ripercorrono gli importanti sviluppi culturali del XXI secolo, dal 1999 al 2017, attraverso gli occhi della protagonista.

Per quanto riguarda lo stretto rapporto che unisce Venezia agli Oscar, negli ultimi cinque anni sono tanti i casi. Primo tra tutti Gravity di Alfonso Cuaron, film d'apertura fuori concorso a Venezia 2013, che si è aggiudicato sette premi Oscar (tra cui miglior regia). L'anno dopo toccò a Birdman di Alejandro Inarritu, film d'apertura in concorso che ha ricevuto quattro statuette (tra cui miglior film e miglior regia). Nel 2015 è stata la volta de Il caso Spotlight di Thomas McCarthy (miglior film e sceneggiatura originale), mentre nel 2016 Venezia ha premiato La La Land (film d'apertura in concorso) con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Emma Stone, ma il film ha vinto poi agli Oscar sei statuette, (tra cui miglior regia e attrice protagonista). L'anno scorso, infine, la Mostra ha premiato con il Leone d'oro La forma dell'acqua di Guillermo del Toro, che agli Oscar ha sbancato: miglior film, miglior regia, scenografia e colonna sonora.

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