Placido, Pummarò col sangue di ragazzi, basta! - INTERVISTA

Premier Conte torni qui, mercoledì sarò alla manifestazione

"Ma quanti sono i morti di Lesina?". Al momento 12 morti e 3 feriti. Pausa, lungo respiro. Silenzio. Michele Placido al telefono con l'ANSA commenta con autentica commozione l'incidente avvenuto oggi nel Foggiano in cui sono morti 12 braccianti agricoli extracomunitari lungo la statale 16 all'altezza dello svincolo per Ripalta, nelle campagne di Lesina. Un furgone con targa bulgara, con a bordo tutti braccianti, si è scontrato frontalmente con un camion.

"Da quando ho girato Pummarò, nel 1990, sono passati 30 anni.     E' pura follia, basta!", racconta l'attore e regista foggiano.

"Sono di quelle parti. E' possibile che nessuno riesca a fermare questa mattanza? Non si tratta di destra o sinistra. Non c'entra il razzismo, l'immigrazione. E' una questione di sfruttamento: i braccianti guadagnano 3-4 euro al giorno per lavorare fino allo sfinimento a 40 gradi sotto il sole. Ma dico: e i sindacati? E le forze dell'ordine? Devono andare in loco a fare i controlli. Questa è schiavitù che finisce in tragedia. Sono ancora vivi il dolore e l'indignazione per l'incidente di sabato scorso dove hanno perso la vita altri quattro ragazzi africani e oggi questa follia".

Prosegue Placido, attore, regista, da sempre impegnato a favore del sociale: "Li scorgo in lontananza: arrivano a centinaia all'alba nei campi. Ho una casa con un piccolo appezzamento di terreno ad Ascoli Satriano, ogni giorno ho un motto di rabbia e compassione. Quello che trovo surreale è che tutto questo avvenga nella terra Giuseppe Di Vittorio, grandissimo sindacalista, figlio di braccianti, originario di Cerignola".

"Sulle strade percorse da questi camioncini senza finestrini, stipati all'inverosimile con questi ragazzi, giovani uomini, è facile che arrivi un tir a tutta velocità e succeda quello che si è verificato sabato e oggi: giovani vite spezzate per pochi euro, una giornata di lavoro. E poi vogliamo chiamarle strade? Sono impraticabili. E questi furgoni fatiscenti e senza autorizzazione alcuna vanno controllati, ribadisco, ma nessuno se ne accorge?", sottolinea ancora.

"Tutta la zona - aggiunge il regista e attore - non va lasciata sola; qui c'è tanta criminalità, omicidi, rapine, piccola criminalità, nessuno fa nulla. Tutti si girano dall'altra parte. Lancio un appello al presidente del Consiglio Conte a venire a Foggia, a tornare a vedere la situazione, senza polemica alcuna. Io non punto il dito contro nessuno in quanto qui siamo di fronte a una situazione incancrenita da anni, ma muoviamoci ora. Per questo alla manifestazione di mercoledì 8 agosto ho intenzione di salire sul palco anche e di parlare e dire la mia. Invito anche altri colleghi del mondo della cultura e dello spettacolo ad aderire". 
   

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