Le Grand Bain, maschi fragili in piscina

Sorprende la commedia di Lellouche con star francesi

CANNES - Una commedia divertente, intelligente, profonda e originale. Applausi scroscianti per uno dei film più interessanti della 71/a edizione di Cannes, passato fuori concorso: Le Grand Bain di Gilles Lellouche. Un film che piacerà al pubblico anche in Italia (è della Eagle che lo distribuirà nella seconda metà del 2018). Dentro ci sono alcuni dei maggiori interpreti del cinema francese al servizio di una storia deliziosa, una commedia sociale, quasi un nuovo Full Monty.

Eccola: dopo aver perso il lavoro Bertrand (Mathieu Amalric) è in piena depressione, si sente inutile con i figli e con la moglie (Marina Fois) che lo mantiene. Nella piscina dove va ad ingannare il tempo legge l'annuncio: si cercano nuotatori per dare vita ad un team di nuoto sincronizzato maschile. Perché no? Gli altri compagni sono tutti perdenti come lui, ciascuno perso nei propri drammi, tutti gravi. C'è un dirigente operaio benestante (Guillaume Canet), con il figlio autistico, una moglie che non lo comprende più e una madre che lo riconosce solo a tratti. C'è un rocker anziano che vive in una roulotte, si veste come negli anni '70 e ancora sogna di diventare una star dei concerti dal vivo mentre la figlia lo compatisce. C'è un piccolo commerciante di piscine, Marcus (Benoit Poelvoorde), praticamente in bancarotta e poi ancora un bambinone che non ha superato i traumi infantili, un immigrato asiatico senza famiglia... E anche le allenatrici non sono da meno: due ex campionesse di nuoto diventate nemiche dopo un incidente, una finita sulla sedia a rotelle, incattivita dalla vita (Leila Bekhti), l'altra alcolista (Virginie Efira).

La piscina è un modo per nuotare in un altro ambiente, dimenticare la vita fuori. Ma poi ecco l'idea: partecipare in Norvegia al primo campionato di nuoto sincronizzato maschile, rappresentare la Francia, riscattarsi, avere di nuovo fiducia in se stessi. Le loro forme fisiche sono ridicole, l'allenamento che devono fare è al di sopra delle loro possibilità. Si ride di questi adulti pingui e depressi, ma il riscatto è sempre possibile. "I miei protagonisti - ha detto Gilles Lellouche - sono uomini fragili, marginali, complessanti, sottovalorizzati, sono il contrario del macho, ma hanno una bellissima storia di solidarietà maschile e umana da raccontare". Gli attori, così come si vede nel film, hanno fatto un allenamento degno di Rocky: "Ci alzavamo alle 4 di mattina e subito giù in acqua - racconta uno dei belli del cinema francese, Guillaume Canet, ex marito di Diane Kruger, da anni compagno di Marion Cotillard, con cui ha avuto due figli, Marcel e la piccola Louise nata un anno fa - concentratissimi, un impegno che non riesco a definire meglio che con la parola coraggio".

Un film con uomini 'post Weinstein', si è scherzato in conferenza stampa, "diciamo soprattutto un film con interpreti in stato di grazia al servizio di una storia che non rinuncia a raccontare le fragilità maschili", risponde Lellouche. Amalric, protagonista in un film corale, parla di "sceneggiatura capolavoro che racconta come l'unico antidoto al senso di fallimento e profonda solitudine che spesso sentiamo siano solo l'amore e l'amicizia".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA