Peter Rabbit, capobanda in giacca blu

Coniglietto di Beatrix Potter in mix live action/animazione

Nel 1937 la scrittrice e illustratrice Beatrix Potter aveva detto no a Walt Disney per una versione animata delle storie, pubblicate per la prima volta nel 1902, di Peter Rabbit (conosciuto da noi come Peter Coniglio), il tenero ma ribelle roditore in giacca blu che disubbidisce alla mamma e va a rubare ortaggi nell'orto del vicino, il pessimo Mr McGregor. Negli ultimi 50 anni i racconti hanno dato vita, fra gli altri, a un film-balletto di Reginald Mills (1971) con danzatori del Royal Ballet e serie animate. Ora Will Gluck in 'Peter Rabbit', mix di live action e animazione Cgi con inserti in 2d, nelle sale dal 22 marzo con Warner Bros, aggiorna il personaggio in una chiave meno poetica ma più brillante e ironica, doppiata in originale da James Corden e in italiano da Nicola Savino.

Come nell'adattamento di Paddington, anche qui è di alto livello il cast 'umano', con Sam Neill, Rose Byrne e Domhnall Gleeson che mostra tutta la sua verve comica. In un'animazione dal realismo impressionante, conosciamo un Peter Rabbit 'capobanda' irriverente, capace anche di qualche azione poco nobile per proteggere il territorio e la sua famiglia 'allargata'. Ha creato un po' di maretta negli Usa, in particolare, una scena, per cui si sono già scusati i realizzatori, in cui i conigli innestano una reazione allergica (sventata) nel nuovo 'nemico'. La sequenza in realtà si inserisce nel contesto di slapstick comedy scelto dal regista (e i bambini anche in età scolare, all'anteprima romana, spesso ridevano), che richiama inseguimenti, trappole, esplosioni e piani diabolici di cartoon come Tom e Jerry o Wile E. Coyote e Beep Beep, ma anche commedie come Mamma ho perso l'aereo. Una strada che ha scontentato alcuni critici e puristi della letteratura per infanzia della Potter, ma che sta trovando un pubblico: il film si sta avvicinando ai 120 milioni di dollari di incassi a fronte di un budget della metà.

Gluck, che da bambino amava le storie di Peter Rabbit e da adulto ne ha letto le storie ai figli, ha spiegato: "La cosa che più mi piace, è che Peter è un birbone! Ho pensato che fosse una grande opportunità cogliere quel caratterino che Beatrix Potter ha dato a Peter, ed espandere la sua personalità in una storia ambientata ai giorni d'oggi". La storia riparte dall'eterno conflitto tra il burbero McGregor (Neill) e Peter che guida la sua squadra composta dalle sorelline Flopsy, Mopsy e Codatonda e dal cugino Benjamin Bunny, a rifornirsi nell'orto dell'odioso fattore, intenzionato a mangiarsi i coniglietti come aveva fatto con il padre di Peter. Quando McGregor passa all'improvviso a miglior vita, Peter, famiglia e amici animali pensano di potersi finalmente godere casa e orto, ma l'arrivo del pronipote dell'uomo, l'iperpreciso e iperstressato Thomas McGregor (Gleeson), appena licenziato da Harrods, scatena una nuova guerra. Nello scontro finisce coinvolta Bea (Byrne), pittrice e vicina di casa dei McGregor: da sempre protegge i coniglietti, ma inizia a sviluppare un rapporto sempre più profondo anche con Thomas.

"Al di là dei grandi numeri comici, della brillante colonna sonora e della meravigliosa animazione - ha detto Corden a Sky - il film parla di accettazione, di persone che ti sembrano diverse, ma nelle quali, una volta che ne hai accettato le differenze, trovi molti elementi di contatto". Il film non dimentica le immagini iconiche disegnate dalla Potter, a cui viene reso omaggio nei quadri di Bea e nelle animazioni in 2d: "Abbiamo costruito il mondo che speriamo sia esattamente come quello dei libri di Beatrix Potter - ha spiegato Gluck - Abbiamo riportato ogni piccolo dettaglio, adattandolo in un contesto reale".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA