Soderbergh, il mio thriller girato con l'iPhone

Regista 'Unsane', non credo in tecnologia ma nella collettività

Un lungo inno all'iPhone da parte del grande Steven Soderbergh che ha presentato 'Unsane', thriller-horror dai risvolti onirici, fuori concorso in questa 68/a edizione del Festival di Berlino che si chiude sabato 24 febbraio. È stata proprio questa piattaforma di uso quotidiano con la quale il regista di 'Sesso, bugie e videotape' ha girato in due settimane questo film che mescola la dinamica stalker, l'amore ossessivo, la follia e la violenza. Dal regista, produttore, direttore della fotografia, montatore e sceneggiatore americano solo belle parole per questa sua sfida, nel segno, come ha detto più volte in conferenza stampa, "del provare e osare". E ancora: "Non credo che la tecnologia possa risolvere i problemi del mondo che vanno invece affrontati in modo collettivo. Anzi, oggi è in atto un cambiamento preoccupante di noi stessi e del mondo, ma va detto che la connettività accelera in tutti noi l'idea di cooperazione e tutti insieme possiamo cambiare le cose".


Il regista, famoso per la trilogia di Ocean's Eleven, mette in scena in questo film, che sarà distribuito in Europa dalla Fox, la paura più terribile che possa capitare a una donna oggetto di stalking, ovvero Sawyer Valentini (Claire Foy), quella di ritrovarsi rinchiusa in un ospedale psichiatrico gestito dal suo persecutore: David (Joshua Leonard). Segregata, senza possibilità di comunicare con l'esterno, per la Sawyer sarà un vero inferno. E pensare che la donna, dopo aver cambiato città per sfuggire ai compulsivi sms di David, si era affidata alle cure psichiatriche per uscire fuori dalla depressione.
Dice Soderbergh, per la sesta volta alla Berlinale: "Ho cominciato a lavorare a questo progetto anche per le mie frustrazioni di cineasta. Volevo tornare a fare un film con uno spirito da adolescente. Siamo in una fase di transizione nella cinematografia mondiale, ci sono nuove camere e supporti molto innovativi e tecnici. Allora perché non utilizzare il digitale? Unsane nasce da queste considerazioni e ora non credo che non tornerò più indietro".


Dopo aver visto che l'effetto sul grande schermo era accettabile, spiega Soderbergh, "sono stato sorpreso dai vantaggi di questa tecnologia, poter rifare la scena subito dopo averla girata, la duttilità del supporto e soprattutto il fatto che si possono effettuare le riprese a cinque centimetri dall'attore. Una cosa che dà un vantaggio non da poco, perché ripropone l'abitudine all'immagine telefonica, il nostro quotidiano".

Nelle prime sequenze anche le molestie sessuali alla protagonista da parte del suo capo ufficio: "È solo una coincidenza - dice Soderbergh -. La scena è stata girata molto prima che scoppiasse il caso Weinstein e #MeeToo, ma va detto che sono interessato da sempre a questa dinamica, ai rapporti di forza uomo-donna"

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