Caravaggio rock con la voce di Manuel Agnelli

Dal 19 febbraio in sala e poi in tv nuovo film d'arte Sky

"Oggi non si rischia piu' cosi' tanto. Il maledetto e' uno che recita un ruolo. Anche Marilyn Manson e' solo un commediante. Caravaggio, invece, penso avesse un atteggiamento sincero, istintivo nei confronti dell'arte. Era la sua visione a tutti i costi, anche a rischio della vita''. Parola di Manuel Agnelli, il leader degli Afterhours, che dopo il banco da giudice di X Factor, debutta al cinema come 'voce' di Michelangelo Merisi, il pittore della luce, in ''Caravaggio - L'anima e il sangue''. Dopo Raffaello - il Principe delle Arti e Firenze e gli Uffizi, il nuovo film d'arte prodotto da Sky con Magnitudo Film, arriva in sala per tre giorni, dal 19 al 21 febbraio, distribuito in 340 copie da Nexo Digital. In attesa dell'uscita in 2500-3000 cinema nel mondo e la messa in onda su Sky. Con preziosi documenti originali mostrati per la prima volta sul grande schermo e spettacolari immagini di 40 opere - dalla Canestra di frutta al David con la testa di Golia, passando per Medusa, il Martirio di San Matteo, Giuditta e Oloferne - nelle cinque citta' che ospitarono il maestro (Milano, Firenze, Roma, Napoli e Malta), il film e' una delle prime produzioni italiane in 8K. Al centro della sceneggiatura di Laura Allievi, con la regia di Jesus Garces Labert, e' il genio ma soprattutto l'animo di un uomo eternamente in bilico tra esaltazione e baratro. Un Caravaggio, mai cosi' contemporaneo. Un genio 'rock', fatto di carne e ossa. ''Caravaggio e' uno degli artisti piu' raccontati, al cinema, nelle mostre - spiega Cosetta Lagani, direttore artistico Cinema d'Arte Sky - Volevamo realizzare qualcosa di mai visto''. Cosi', con la consulenza scientifica di esperti come Claudio Strinati, Mina Gregori e Rossella Vodret, il film tenta per la prima volta il riposizionamento virtuale de La madonna dei Parafrenieri, proprio nella sede a cui era originariamente destinata sopra l'Altare di San Michele a San Pietro, prima che venisse rifiutata dalla committenza. Soprattutto, ''entra nella psiche di Caravaggio'' in ''un'esperienza visiva, quasi fisica, tattile''. Se la voce dell'Io interiore e' quella di Agnelli, proprio come Caravaggio sceglieva persone comuni per incarnare Madonne e Santi, a dare corpo e volto al Maestro, scomparso nel nulla il 18 luglio 1610 a Porto Ercole, oggi e' ''un elettricista della nostra troupe di Napoli con un trascorso complesso, portato senza filtri al servizio del racconto''. Ne e' uscita ''una lettura diversa'', dice Strinati, che un po' a sorpresa rilancia: ''Caravaggio assomiglia a Batman. Entrambi da giovanissimi vedono morire i genitori e l'effetto e' lo stesso: sono ossessionati dal male e dal buio. Molti scenari di Caravaggio, poi, sembrano Gotham City, cosi' come la Batmobile ha uno stile caravaggesco. Nessuno dei due ha superpoteri, ma super-capacita' tecniche e artistiche, uno mosso da un immenso afflato morale, l'altro da un'immensa forza creativa''. Di certo, prosegue Agnelli, che dal 15 febbraio sara' anche su Rai3 padrone di casa di ''Ossigeno'', ''Caravaggio era un personaggio contraddittorio, e' questa la sua modernita'. Oggi a noi artisti invece non e' permesso sconfinare, devi prendere una direzione per tutta la vita. Eviterei, pero', di fare paragoni tra lui e me. Diciamo che fino a un certo punto gli artisti furono usati dal potere e viceversa. In questo senso capisco quali potessero essere i suoi problemi, perche' rischiava la testa. Io - sorride - non sono a quel punto''.

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