My Generation, Caine racconta Londra anni '60

In sala il 22 gennaio il documentario affresco di un'epoca

E' un tuffo negli anni '60 - il decennio in cui le utopie sembravano realizzarsi - e nella Londra speciale di quell'epoca, la Swinging London cuore pulsante di ogni tendenza musicale, artistica, culturale, il documentario My Generation di David Batty che dopo gli applausi alla Mostra del cinema di Venezia arriva in sala dal 22 al 29 gennaio per I Wonder Pictures. E' un film evento non solo per come è realizzato, ma per il punto di vista, la guida d'eccezione che poi è sir Michael Caine, leggendario attore di teatro e cinema inglese che a 84 anni si è preso la briga di ricordare quel fantastico periodo e raccontarlo di persona come testimonianza eccezionale.
Caine è nato proletario, anzi cockney come dispregiativamente si chiamavano allora i figli della classe operaia britannica e il vero nome è Maurice Joseph Micklewhite Jr. Cominciò giovanissimo a voler fare l'attore, lui figlio di un pescivendolo e una casalinga, senza un pound, accettando tutte le parti, anche le più minuscole di assistente di scena. "Quando arrivò la prima scrittura mi dissero che dovevo scegliere un nome, perché il mio era impronunciabile. Era il 1954, ero a Leicester Square e dovevo rispondere subito: guardai i titoli dei film in programmazione nei cinema sulla piazza, in uno davano L'ammutinamento del Caine, in un altro La carica dei 101.
Scelsi Caine!". E' uno dei passaggi deliziosi di questo film che è un affresco con immagini e colonna sonora strepitose dedicato a Londra.
Gli anni '60 vengono riletti da un protagonista che li ha vissuti con la voglia del successo, con la grinta di chi viene dal basso e vuole arrivare, di chi si è molto divertito.
"Avevamo vinto la guerra - ha raccontato all'ANSA Michael Caine - ma non avevamo vinto la pace. La Gran Bretagna del dopoguerra era noiosa e soprattutto rigidamente divisa in classi sociali, lo speaker della radio, la Bbc radio, vestiva in smoking per leggere le notizie. Tutto era rigido, controllato. Ho avuto la fortuna di vivere gli anni in cui ragazzi come me volevano pensare con la propria testa". Caine racconta che per lui e altri della sua classe il mondo dello spettacolo era proibito: "Il mio primo film importante fu Zulu, in cui interpretavo un ufficiale britannico. Lo ebbi perché il regista era americano, Cy Endfield, mai un inglese mi avrebbe fatto fare un ufficiale, piuttosto un soldato semplice".
Oltre 100 film, ancora in piena attività (dopo Youth di Paolo Sorrentino ha girato altri 4 film incluso un cameo in Dunkirk), da tempo pensava ad un film sulla Londra degli anni '60. "Fu un periodo in cui il futuro era plasmato dai giovani come me, mai era accaduto prima. Sarà per quello che ho vissuto - ha aggiunto - che penso che la giovinezza non sia un momento della vita ma una condizione mentale. E da allora, nonostante le delusioni, gli anni '70 bui e tutto il resto penso: mai sognare in piccolo e mai guardare con rabbia indietro, si corre il rischio di inciampare. Io - ha spiegato - non ho motivo di avere rabbia".
Ecco così materiale d'archivio prezioso: scene londinesi in cui i Beatles a Charing Cross incontravano i Rolling Stones e regalavano loro una canzone (I wanna be your man, 1964), David Bowie commesso a King's Road, Marianne Faithfull bellissima con Mick Jagger, e poi ancora Twiggy, Joan Collins, Mary Quant musica feste gesti di protesta, la prima radio libera al mondo (Radio Caroline, a largo della Manica), emittente pirata che trasmise il rock malefico che la Bbc vietava. (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA