Jackman, io Barnum e l'amore in musica

A Natale The Greatest Showman, con la Ferguson ed Efron

Amore, musical e freaks possono essere una scelta perfetta per il Natale specie se a raccontare la storia di P.T. Barnum è un cast composto da Hugh Jackman, Rebecca Ferguson, Zac Efron, Michelle Williams, Yahya Abdul-Mateen II, Paul Sparks, Diahann Carroll, Fredric Lehne, Tina Benko, Doris McCarthy e le musiche di Benj Pasek e Justin Paul (La la Land). È quello che propone 'The Greatest Showman', a firma di Michael Gracey in sala dal 25 dicembre distribuito da 20th Century Fox in circa 500 copie, mettendo sul piatto delle festività natalizie, allo stesso tempo, sia un biopic di Barnum (inventore dello show business e del famosi circo), il fascino dei riflettori, l'umanità dei freaks e, soprattutto, i valori famigliari, gli unici davvero irrinunciabili.

Da qui la storia di P.T. Barnum (interpretato da Jackman che del film è anche produttore), abile quanto discusso impresario circense americano dei primi dell'800 entrato in affari col giovane e ricco Phillip (Efron), che dopo aver raccolto, salvandoli dalla segregazione, freaks di ogni tipo (dalla donna barbuta all'uomo più alto del mondo) pensa a un enorme circo a tre piste con ventimila posti. Philipp e Barnum si infatuano poi di due giovani stelle del palcoscenico.

Il primo si innamora della sensuale trapezista Anne (Zendaya), mentre Barnum, sposato felicemente (Williams) e con due figlie, viene stregato da Jenny Lind (Rebecca Ferguson), soprano nota come "l'usignolo svedese", per la sua straordinaria voce. "Differenze tra me e Barnum? Lui era un combattente, nato povero, e con una incredibile immaginazione dirompente alla Steve Jobs, un uomo che ha trasformato l'intrattenimento per sempre - spiega da Londra in collegamento video Jackman - . Per me recitare invece era un sogno, ma non avevo un immediato bisogno economico". Per quanto riguarda l'amore il problema è quello di trovare un equilibrio. Per fortuna io ho una moglie fantastica che mi ama a prescindere da tutto".

Certo riconosce l'attore australiano: "Nel film c'è anche un'ode alla diversità, molto attuale. Barnum ha tirato fuori dalle cantine tanti fenomeni da baraccone considerati allora maledetti da Dio, li ha portati alla luce del sole e li ha fatti diventare ricchissimi e amati in tutto il mondo". "Mi sono identificato nel mio personaggio di Philpp da tanti punti di vista - dice Efron - . Aveva fama, soldi, tutte le caselle della sua vita erano nel segno più ma poi quando incontra Barnum capisce che, alla fine, gli manca qualcosa".

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