Gassmann, con Il premio ricordo papà

In sala dal 6 dicembre, nel cast anche Proietti e Papaleo

Ad essere più volte evocato stamani al cinema Barberini di Roma è stato il grande Vittorio Gassmann. E non poteva essere altrimenti visto che 'Il premio', terzo film del figlio Alessandro in sala dal 6 dicembre in 350 copie con Vision Distribution, racconta con ritmo e originalità una storia che ha come protagonista Giovanni Passamonte (Gigi Proietti), un uomo esagerato, pieno di personalità, dalle tante mogli e con figli (almeno quelli da lui conosciuti) sparsi dappertutto.
"Questa non è la mia famiglia - dice il regista-attore -, ma molti umori ricordano alcuni passaggi della mai infanzia".
Chi è mai Passamonte? È un grande scrittore, uno che ha prodotto tanti bestseller di successo internazionale, ma anche un bon vivant, uno che conosce la vita e gli uomini tanto da diventare necessariamente cinico ed egocentrico quanto basta.
Quando gli comunicano che ha vinto il premio Nobel per la letteratura, Passamonte, che non ha mai superato davvero la paura di volare, decide di partire in auto verso Stoccolma. E questo con il suo fidato segretario-autista Rinaldo (Rocco Papaleo). Ma, per una serie di circostanze, si uniscono a loro anche due dei suoi figli: Oreste (Alessandro Gassmann), cinquantenne ignorante e schietto che sogna di aprire una palestra, e Lucrezia (Anna Foglietta), scatenata blogger che pensa di sfruttare l'avvenimento per il suo lavoro.
Il lungo viaggio da Roma a Stoccolma si trasformerà in un percorso ad ostacoli in cui i quattro si troveranno, forse per la prima volta, a mettere in discussione i propri rapporti.
Oreste incontrerà suo figlio (Marco Zitelli) e la sua amica cantante simil-Bjork (Matilda De Angelis) e Lucrezia scoprirà che l'uomo di cui si è appena invaghita è un inaspettato fratello, sconosciuto allo stesso padre.
"Ritengo che la vita in generale sia una commedia piena di drammi, emozioni e malinconie e avevo voglia di fare questo viaggio per raccontarla" dice Gassmann. "Viaggi in auto con mio padre - confessa poi - ne ho fatti tanti. Lui guidava molto male e aveva sempre macchine veloci difficili da guidare. Così in tournée spesso lo accompagnavo. Ricordo sempre i suoi grandissimi silenzi, non parlava tanto, ma poi era capace di dire tante verità in maniera netta, proprio come fa Passamonte. Comunque - aggiunge - non è che con questo film volevo chiudere i conti con papà, personaggi come lui vanno sempre ricordati perché sono una parte importante della cultura di questo Paese".
Per quanto riguarda fratelli e sorelle, dice: "Non ho mai avuto scontri con loro, ma va detto che non ne ho mai avuti al cento per cento, erano sempre fratellastri e sorellastre".
Infine dice Proietti: "Ero molto amico di Vittorio anche nel privato e gli devo moltissimo, perché mi aveva segnalato come un promessa insieme ad attori come Carmelo Bene. Alessandro me lo ricorda molto, specie nella camminata. Quando lo vedo camminare penso: è lui!".

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