Concita De Gregorio, al Lido racconto le donne del '900

Poi il teatro con Mi sa che fuori è primavera e in tv con Fuori Roma

Un film. Venezia da raccontare. La politica, quella quotidiana, di prossimità, che la porta ancora su e giù per l'Italia. Un libro. Il giornale. E anche il teatro, che "proprio non m'aspettavo". E' "un'estate complicata - ammette sorridendo Concita De Gregorio in una conversazione con l'ANSA -. Lavori per anni ai progetti e poi accadono tutti insieme". Prima tappa, la 74/a Mostra del cinema di Venezia, che racconterà da cronista, dal 30 agosto, per 11 giorni, in diretta alle 20.15 su Rai3 con 'Da Venezia è tutto'. E dove per la prima volta sarà anche in calendario, fuori concorso, il 2 settembre, con il film-documentario 'Lievito madre - Le ragazze del secolo scorso', realizzato a quattro mani con Esmeralda Calabria (Rai3 lo trasmetterà l'11 settembre in seconda serata).

Un grande affresco al femminile, in cui Concita De Gregorio ha raccolto voci e aneddoti di donne tra gli 80 e 100 anni. "Donne importanti - spiega - come Cecilia Mangini o Natalia Aspesi, Inge Feltrinelli, Giulia Maria Crespi, Benedetta Barzini, mescolate, ad esempio, alla signora che faceva la mondina. Con grandissima libertà, quella che hai solo alla loro età, raccontano il mondo, com'era prima e com'è oggi. C'è anche Nada, che ha il destino di essere sempre la 'piccola' del gruppo. Abbiamo montato le loro interviste sui nostri filmini di famiglia, con i volti delle nostre madri ragazze e le nostre nonne che avevano l'età di queste signore oggi. E' il racconto del nostro tempo, di cosa è cresciuto, proprio come un lievito madre. E di cosa sarebbe potuto essere".

Mentre sarà ancora in corso il Festival, il 6 settembre, a Tuscania (VT), al XXI Festival Quartieri dell'Arte debutterà anche 'Mi sa che fuori è primavera' (poi in tournée tra Italia, Parigi e Belgio), testo che insieme a Gaia Saitta (che ne è anche protagonista) ha tradotto per il teatro dal suo libro. Al centro, il lungo dialogo con Irina Lucidi, mamma delle gemelline Alessia e Livia Schepp scomparse nel 2011, che Giorgio Barberio Corsetti ha "tecnologicamente" trasformato in una grande reunion, con l'evocazione di tutti i protagonisti del romanzo. "E' quasi un dialogo tra la protagonista e il pubblico - prosegue la De Gregorio - Un qualcosa che accade davvero, ogni sera. Per far vivere un sentimento, non solo mostrarlo. Quello di Irina è un cammino verso l'uscita dal tunnel e la possibilità di tornare a vivere l'amore. Il suo è un dolore archetipico, massimo, supremo. Ma davanti a ogni dramma hai sempre due scelte: arrenderti, farti travolgere, o reagire e trasformare tutto in un'energia che porta altrove".

E se a novembre è in uscita per Contrasto il suo nuovo libro 'Chi sono io', indagine tra gli autoritratti femminili in fotografia, ecco ancora la tv con la terza edizione di 'Fuori Roma', dal 18 settembre su Rai3. Otto nuove puntate "a partire da Genova e da Marco Bucci, il sindaco 'americano'. Saremo poi a Martina Franca, Palermo. Oggi la politica - prosegue la De Gregorio - nel senso puro di amministrazione della polis, esiste davvero solo nelle comunità locali. Sulla scena nazionale è gestione del potere, cui purtroppo buona parte di noi è rassegnato. Non è un caso se alle ultime elezioni c'è stato solo il 47% di votanti. Da ragazza, quando vivevo a Livorno, si raggiungeva il 90%. Ora anche lì sono appena la metà". Perché? "La gente - conclude - sente la distanza. La politica non si occupa più di loro, ma di se stessa. A livello locale, invece, dove i sindaci li incontri per strada, è ancora vero che chi ti governa ti rappresenta. Ed è ancora possibile una gestione che guardi oltre il proprio mandato".

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