Smetto quando voglio diventa action comedy

Con Edoardo Leo e i prof ritmo e comicità. Annunciato terzo film

ROMA - I ricercatori di Sydney Sibilia sono tornati, e con 'Smetto quando voglio. Masterclass', parte seconda della saga (la terza si chiamerà Ad Honorem), diventano tonici e si misurano in una inedita action-comedy che ricorda Indiana Jones. Il film che andrà in sala dal 2 febbraio con 01 in 500 copie è pieno di ritmo, musica giusta e, ovviamente, comicità piena di congiuntivi, come si addice a una banda di professori.

Tutto parte da dove era finito. Ovvero dal neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo) ormai in carcere dopo che, insieme ai suoi colleghi, aveva creato una droga legale. Ora in 'Smetto quando voglio Masterclass' la situazione cambia. È la polizia ad avere bisogno della banda. L'ispettore Paola Coletti (Greta Scarano) chiede infatti al detenuto Zinni, con tanto di moglie Giulia (Valeria Solarino) in attesa di un figlio, di rimettere su la banda. E questo per creare una task force in grado di fermare la diffusione delle smart drugs (ovvero quelle sostanze ancora non perseguibili perché non rientrano nella lista delle droghe) . In cambio Zinni avrà la fedina penale pulita per lui e la sua squadra. Ovvero per la banda composta dal chimico computazionale (Stefano Fresi), l'economista (Libero De Rienzo), l'archeologo (Paolo Calabresi), l'antropologo (Pietro Sermonti), i latinisti (Lorenzo Lavia e Valerio Aprea) e, infine, l'ingegnere meccatronico (Giampaolo Morelli).

Con questa mission il gruppo di cervelli "in fuga" da un lavoro vero che non trovano in Italia, si getta in tutta una serie di avventure, tra cui un adrenalinico assalto al treno pieno di pillole anticoncezionali. Tra le scene cult del film quella che vede l'archeologo Frantini (Calabresi) distruggere, durante un inseguimento, un colonnato di Villa Adriana e disperarsi, subito dopo, alla domanda: "era un unicum o non era un unicum?". Il film - che ha anche ispirato un fumetto allegato a La Gazzetta dello Sport e ha avuto il sostegno de l'università La Sapienza di Roma - dice in conferenza stampa il regista salernitano: "unisce azione e scene tipiche della commedia all'italiana che sono, come si sa, molto verbose". E ancora Sibilia: "mi sono ispirato, come nella scena del sidecar, a film come Indiana Jones, ma anche ai cosiddetti poliziotteschi anni Settanta".

In conferenza stampa anche Mario Morcellini della Sapienza, università che riceverà dalla produzione 23.000 euro per la ricerca. Dice il preside della Facoltà di scienze della comunicazione sul tema scottante della "fuga dei cervelli": "questo film apre gli occhi su questo fenomeno più di molto giornalismo".

 

Ecco la scheda del film

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