Saba Qaiser, Oscar a pakistana ribelle

Protagonista sopravvissuta guida battaglia ai delitti d'onore

(ANSA) - ROMA, 6 MAR - Circa un migliaio di donne vengono uccise ogni anno, circa tre al giorno, in Pakistan per delitti d'onore: crimini che spesso finiscono impuniti ma su cui il governo sembra finalmente deciso di intervenire grazie a un Oscar: quello appena vinto come miglior corto documentario da A Girl in the River: The Price of Forgiveness della 37enne Sharmeen Obaid-Chinoy. La regista pakistana aveva già vinto una statuetta nel 2012 con il corto documentario Saving Face sulle donne sfregiate con l'acido.
    E' una storia di lotta al femminile, come quella di Malala (Nobel per la Pace 2014) quella di Saba Qaiser, 18enne dalla provincia pakistana del Punjab, scappata di casa per sposare il ragazzo di cui è innamorata. Convinta a tornare, per riconciliarsi con la famiglia, viene selvaggiamente picchiata dal padre e lo zio e poi portata sulla sponda di un fiume, dove le sparano in faccia e credendola morta, la buttano nell'acqua.
    Per un miracolo Saba sopravvive e denuncia il crimine, motivata a far punire i colpevoli.
   

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