Ave, Cesare! Quanto faceva ridere la Hollywood anni '50

Clooney dalla Merkel

'Ave, Cesare!', ovvero tutto il caravanserraglio della Hollywood degli anni Cinquanta. Star che si fanno le scarpe, improbabili peplum con ricostruzioni parodistiche del mondo classico; musical con tanto di marinai, danzanti in salsa tip tap, sui tavoli di un locale; cow-boys acrobatici con lazo e, infine, film acquatici con annessa sirena. Tutto per creare la giusta meraviglia. In questo omaggio dei fratelli Coen in Ave Cesare!, film di apertura fuori concorso al Festival di Berlino (11-21febbraio), all'industria cinematografica di quegli anni anche un pizzico di politica, vale a dire una setta di sceneggiatori messi al bando dal maccartismo con l'accusa irredimibile di essere 'comunisti'. Ma in conferenza stampa, oggi a Berlino, a tenere banco è George Clooney (domani incontrerà la Merkel) che si ritrova a rispondere a domande su Darfur, immigrazione e sul suo non certo amato candidato repubblicano Donald Trump ("il fatto che possa essere eletto è una prospettiva surreale").
Al centro di questa commedia, altrettanto surreale, una figura che ricorda quella di Mr. Wolf di 'Pulp fiction', ovvero quella del cosiddetto 'fixer', di 'risolutore'. Un personaggio che negli Studios degli anni '50 aveva il compito di smorzare ogni possibile scandalo mediatico ai danni della lavorazione. Il film, che uscirà in Italia il 10 marzo con Universal, è comunque basato su una storia vera. Quella del detective privato Fred Otash (Josh Brolin), prima guardia del corpo e poi poliziotto, che dopo esser stato licenziato dalla polizia si dedicò a investigare la vita degli attori per conto degli Studios. La sua qualifica era di fixer e il suo principale compito era quello di fare in modo che eventuali scandali venissero placati. L'uomo ad un certo punto è avvisato dagli Studios che la star Baird Whitlock (Clooney), che sta interpretando un improbabile centurione romano sul set di 'Ave Cesare, un racconto della vita di Cristo', è letteralmente svanito nel nulla. Mannix riceve a un certo punto una telefonata da un gruppo di 'comunisti' che affermano di averlo nelle loro mani e chiedono un riscatto. Ma i problemi per il 'fixer' non finiscono qui. Mannix si ritrova, tra l'altro, a doversi occupare anche di un regista infelice perché sta lavorando un progetto che non ama e di una giovane e ingenua attricetta, DeeAnna Moran (Scarlett Johansson) incinta e non sposata. Il poveraccio dovrà fare così i salti mortali per mettere mano a tutte queste cose e comincia a pensare che questo suo lavoro è troppo duro da vivere. Nessun riferimento nei personaggi del film a star dell'epoca come Clark Gable, unica storia vera è quella di Eddie Mannix'' dicono i Coen. Un film nostalgico? "Affatto per il semplice motivo che non abbiamo vissuto quel periodo storico" spiegano i registi. E chi chiede a Clooney perché un personaggio pubblico, da sempre impegnato nel sociale, non abbia ancora fatto un film sul suo amato Darfur, replica l'attore un po' irritato: ''Fare un film è una cosa difficile. Sono anni che cerco di fare un lavoro sul Sudan e il Darfur, ma non ho mai trovato la storia giusta per farlo. Mi incontrerò, comunque, con Angela Merkel domani e parlerò con lei proprio di questo, delle cose che possiamo fare per sostenere la politica e aiutarla a risolvere la questione dei rifugiati." E ancora l'attore rispondendo ad una domanda: "Cosa faccio io concretamente, in quanto personaggio pubblico, per i rifugiati? Faccio molto, credo, ma sarei interessato a sapere quello che fa lei, per i rifugiati". Nel cast del film anche: Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Channing Tatum, JonahHill, Christopher Lambert e Frances McDormand.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA