'Milionari' trenta anni di camorra

Tratto libro di Cannavale-Gensini, nel cast Scianna e Lodovini

   Tratto da una storia vera e con tanto di libro omonimo firmato dal pubblico ministero Luigi Alberto Cannavale e Giacomo Gensini, arriva in sala l'11 febbraio con Europictures in circa 50 copie dopo essere passato al Festival di Roma, la camorra napoletana anni Settanta firmata da Alessandro Piva con 'Milionari', quarto lungometraggio del regista autore del pluripremiato La Capa Gira (David di Donatello).
Il film narra, nel corso di trenta anni, l'ascesa e la caduta di un clan criminale napoletano attraverso il racconto di un boss Marcello Cavani detto 'Alendelon' (Francesco Scianna) e della sua famiglia, divisa tra aspirazione a una vita borghese e desiderio di potere. Oltre Scianna nel film, una sorta di gangster-drama, la moglie di Marcello Cavani Rosaria (Valentina Lodovini), Gennaro (Carmine Recano), Babba' (Francesco Di Leva), 'O Piragna (Salvatore Striano) e Don Carmine (Gianfranco Gallo).
''Mi rendo conto che questo film ha un tema molto praticato anche da alcune serie tv come 'Gomorra', che pero' noi abbiamo anticipato temporalmente, ma l'idea di fondo e' molto diversa.
Ovvero che la vita criminale non può che implodere se convivono anima borghese e vita da latitante'' dice il regista.
E spiega meglio Piva:''ci sono molti modi diversi per guardare questi temi, diverse angolazioni, e io ho scelto la strada meno battuta, quella di fare un gangster-drama all'americana che permette, tra l'altro, un maggiore approfondimento dei personaggi''.
''Quello che mi affascinava molto è l'ascesa e l'implosione di un clan e soprattutto il prezzo altissimo che pagano i boss, ovvero la solitudine, la clandestinità e anche la loro voglia di poter vivere una vita più borghese. Sono andato a parlare con i Carabinieri che fanno questo tipo di operazioni contro la criminalità ed è assurdo scoprire come persone che hanno imperi finanziari enormi, si ritrovano a volte costretti a rifugiarsi in un'intercapedine di un appartamento con tanto di maschera a gas pur di sfuggire alla cattura'', sottolinea ancora il regista che non manca anche di evidenziare l'aspetto del film, lontano come è dalla retorica vincente de Il padrino. ''E' un film da far vedere nelle scuole'' dice all'ANSA il regista.
Nel caso di Marcello Cavani, spiega invece Scianna: ''è un personaggio che esiste davvero, ma che non ho potuto mai incontrare perche' sotto copertura. Lui è sicuramente un uomo attratto dal potere anche se la sua natura più profonda gli dice che in realtà lui è di un'altra pasta. Spero che questa cosa arrivi al pubblico, l'angoscia che questo uomo prova di fronte a questa sua difficoltà''.

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