Verdone, ecco la mia sterzata

Da giovedì in 850 copie il nuovo film con Antonio Albanese

''Volevo fare un film in piena liberta', lontano dalla cose fatte prima. Cercando di creare quasi una favola, ma con un finale con accenti di critica sociale. Volevo insomma liberarmi dai tanti temi sfruttati abbastanza. Io devo sterzare. E se lo non avessi fatto anche altre volte non lavorerei con successo da tanti anni''. Cosi' Carlo Verdone parla del suo ultimo film 'L'abbiamo fatta grossa' nelle sale dal 28 gennaio con la Filmauro in 850 copie.

Per il regista-attore romano, una svolta nel segno di un noir in chiave comica, dai toni delicati, e che guarda alla commedia sofisticata alla Allen e anche allo spirito di quelle francesi. Antonio Albanese e' Yuri Pelagatti, un attore di teatro di serie che, colpito al cuore dalla separazione della sua bella moglie, perde anche la memoria e non riesce piu' a ricordare le battute in scena. Insomma un vero disastro. Il caso vuole che andra' ad imbattersi in Carlo Verdone (Arturo Merlino), uno sfigato come lui che nella vita fa l'investigatore privato. Ex carabiniere, dopo la separazione con la moglie, Merlino vive con la vecchia zia arteriosclerotica e i casi che gli capitano sono sempre da quattro soldi, come cercare un gatto scappato nel quartiere. Yuri pero' questo non lo sa e chiede all'investigatore le prove dell'infedelta' della ex moglie, ma Arturo, manco a dirlo, sbaglia tutto. Cosi' per errore i due entrano in possesso di una valigetta che contiene un milione di euro, tutto in biglietti da 500. Una valigetta che li portera' nelle piu' rocambolesche avventure, ma che li rendera' anche molto amici.

''Si' e' un po' un noir in chiave comica - dice Verdone -. Siamo partiti dall'idea di investigatore privato ed e' chiaro che all'interno di questa storia c'e' alla fine una certa suspense''. Per quanto riguarda questo suo ultimo film, Verdone non nasconde di aver pensato a lavori come 'Broadway Danny Rose', film di Woody Allen del 1984:''volevo ci fosse un po' lo stesso amalgama di colori. Certo Allen e' Allen e io solo un commediante. Ma mi sono ispirato anche a certe commedie francesi''. Con Albanese, dice: ''Siamo diventati davvero molto amici. Abbiamo scoperto di avere passioni in comune come la musica e l'arte. Poi il suo spirito lombardo mi piace molto. Sul set ci siamo molto rispettati, se io facevo qualcosa piu' di lui, subito dopo stavo attento a compensare''. L'idea che sia nata una nuova coppia comica non dispiace a Verdone:''se diventeremo una coppia dipendera' anche dal pubblico. Comunque abbiamo gia' una traccia per un prossimo film da fare chissa' tra due anni. Secondo me c'e' bisogno di unire le forze, ognuno di noi esalta l'altro. Abbiamo la stessa ironia''.

Sul finale del film, in cui un sottosegretario alla giustizia viene spernacchiato da Albanese e Verdone finiti in prigione appena scoprono che non e' altri che e' il criminale che li ha perseguitati, risponde il co-sceneggiatore Pasquale Plastino: ''non volevamo un happy end, ma piuttosto dimostrare che dicendo la verita' si va in galera. Il pernacchione che fanno i due e' una cosa piccola, l'unica cosa che rimane da fare a questi due poveracci''. Infine, un consiglio etico da Verdone:''leggere la sera una lettera di Seneca e' meglio di un antidepressivo''.

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