Cinema: Muccino, Zalone fa numeri da botteghino Usa

Suoi film ben scritti e raccontati, ne abbiamo tutti bisogno

"Qui si tratta di numeri immensi paragonabili ad un blockbuster americano in uscita sul proprio territorio, in una nazione di 300 milioni di persone". L'ultimo ad applaudire il film di Checco Zalone 'Quo Vado', è il regista Gabriele Muccino. In un lungo post pubblicato nella notte sul suo profilo Fb dal titolo 'Quo vadimus?', che termina con "Auguri Checco. Negli Stati Uniti, in quella che genericamente chiamiamo Hollywood, così come in Francia, quelli che fanno un cinema come il tuo, permettono di tenere vive le sale, di produrre ottimismo, leggerezza edificante e far osare altri produttori nel finanziare progetti meno spremuti come lo sono oggi in Italia le commedie in genere e quindi di offrire un'opportunità di esordio e crescita a quelli che diventeranno forse gli Elio Petri, gli Ettore Scola, i Sergio Leone di domani. Abbiamo tutti bisogno di film come i tuoi".

    Muccino risponde anche ai critici rimasti sorpresi dal record al botteghino ottenuto dal film diretto da Gennaro Nunziante che ha incassato 22.248.121 milioni di euro in soli tre giorni. "Non giudicate - rileva Muccino - sommariamente il suo successo perché dietro ad un successo, qualunque successo, c'è sempre un motivo ma non va mai sottovalutato né accantonato dando la colpa agli spettatori che 'non capiscono un cazzo', come ho già letto più volte. Anzi, io credo che gli spettatori ci vedano benissimo".

    "Dunque - si chiede il regista di Padri e figlie - perché Zalone fa questi numeri sconvolgenti? Perché evidentemente gli spettatori riconoscono in Checco quella faccia pulita, quella sua (reale) onestà (che anch'io ho percepito quando l'ho incontrato) e che passa attraverso quello che fa e che era nel Dna degli italiani fino al totale lavaggio del cervello fatto a colpi di diseducazione civica, leggi ad personam, menzogne ripetute infinite volte fino a farle divenire verità, annientamento del senso di una morale invalicabile, monopolio della disinformazione, annientamento della cultura e della dialettica, in cui Berlusconi ha avuto un ruolo enorme nei suoi 20 e più anni di legislatura (ma soprattutto di regime mediatico). Oggi gli italiani (ulteriormente assordati da populismi facili e di piazza), sembrano aver perso del tutto la rotta. La bussola è impazzita. Non segna il nord. Non segna più nulla. Nel 2005 - sottolinea ancora Muccino - quando andai a Los Angeles a realizzare il mio primo film americano non era ancora così evidente questo decadimento diffuso. (...). In soli dieci anni l'Italia è diventata irriconoscibile, (almeno ai miei occhi). Fa male ritrovarla così, talmente male da non far venir voglia di andarsene ma di far qualcosa per aiutarla. Ma da dove iniziare mai?".

    "Checco Zalone, dopo i film di Troisi che ricordiamo ancora con grande nostalgia, ha riportato la propria onestà, la propria educazione, la propria semplicità e gentilezza, anche il suo sapersi raccontare senza mai accostarsi al becerume che agli italiani ha fatto ridere al cinema per troppo a lungo senza mai accostare ad esso quello sguardo amaro, introspettivo e quindi malinconico sulle proprie pochezze umane che fece grandi le commedie italiane fino agli anni '70. I film di Zalone, semplici, ben scritti, ben raccontati, interpretati senza volgarità (...) Incontrano la voglia, la disperata urgenza da parte degli spettatori, di tornare ad essere parte di un Paese normale, che si vuole bene e che vuole migliorarsi. Insieme. Niente di più semplice", conclude Muccino. 
   

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