Rocky, 40 anni dopo Stallone torna sul ring

Il 14 gennaio in Italia esce Creed e 'Sly' punta all'Oscar

(ANSA) - LOS ANGELES - "La mia vita e' fatta per il 96% di fallimenti e per il 4% di successi, ma Rocky e' stato il mio successo piu' grande, una delle poche cose che mi sono riuscite davvero bene". Per Sylvester Stallone, a 40 anni dall'uscita del film che lo ha reso celebre, e' tempo di bilanci. Nonostante le sue parole e grazie a Rocky il conto e' saldamente in attivo. Ora, quarant'anni dopo la sua uscita nelle sale - la premiere ebbe luogo a New York, il 21 novembre 1976 - Rocky viene celebrato. In vari modi.

Intanto e' in uscita il 14 gennaio in Italia Creed - Nato per combattere, settimo film della popolare saga, che vede Rocky Balboa appendere i guantoni al chiodo e allenare per la vittoria Adonis (Michael B. Jordan), figlio del suo primo rivale (e amico) Apollo Creed. Diretto da Ryan Coogler, il regista di Prossima fermata Fruitvale Station, il nuovo film e' uscito negli Usa durante il fine settimana del Ringraziamento. Ha incassato molto bene al botteghino ed e' stato osannato dalla critica americana, che vorrebbe addirittura Stallone fra i prossimi candidati all'Oscar nella categoria 'non protagonista'. In Creed infatti Rocky non combatte sul ring, ma ingaggia una battaglia ben piu' importate, contro il cancro. E questo match, atipico, potrebbe davvero portarlo sulla strada della sua seconda candidatura all'Oscar: "Sarebbe davvero incredibile, ma non voglio crederci", si schernisce l'attore, 70 anni il prossimo 6 luglio, che nel 1976 aveva ricevuto una nomination da protagonista proprio per il primo Rocky. "Certo, avrei voluto avere una carriera piu' varia. Invidio Tom Hanks che ha fatto un lavoro incredibile, ma io ogni volta che ho tentato di fare qualcosa di diverso mi sentivo rispondere che stavo solo cercando di cambiare faccia al mio personaggio".

Anche la citta' di Philadephia ha un rapporto conflittuale con Rocky, suo illustre e virtuale concittadino. Una statua alta tre metri del pugile era stata posta accanto al Museo dell'Arte, in cima alla scalinata resa celebre dagli allenamenti di Rocky, ma poi era stata spostata perche' considerata simbolo di un'arte minore che mal si sposa con quella, piu' nobile, celebrata nel museo. Eppure Rocky Balboa e' un pezzo cosi' importante della storia del cinema americano da essere a buon diritto considerato arte con la A maiuscola: nel 2003 l'American Film Institute ha classificato il personaggio di Rocky al settimo posto della classifica dei ruoli cinematografici piu' riusciti di tutti i tempi ed ora in Italia un documentario e una maratona televisiva celebreranno il famoso pugile cinematografico.

A gennaio, ogni venerdi' alle 21,15 Studio Universal (Mediaset Premium) mettera' in onda l'intera saga (Rocky, Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Rocky V, Rocky Balboa), una clip esclusiva del nuovo film e, in prima tv, venerdi' 8 gennaio alle 23,20, il Documentario "Da Rocky a Creed, la leggenda continua", nel quale Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, i registi e membri del cast del passato condivideranno ricordi, aneddoti e la storia di Rocky, dal primo film, che vinse il premio Oscar fino al sesto Rocky Balboa. Anche in edicola il mondo del pugilato viene celebrato, con il romanzo di Luca Delli Carri Il re della festa (Neri Pozza), che racconta la vita e la lotta sul ring di un pugile italiano e filosofo che sa che tutto e' possibile, basta sognarlo. (ANSA).

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