L'Ape Maia compie 100 anni e vola al cinema

Il cartoon di Alexs Staderman in anteprima oggi al Fiction Fest

Più di cento primavere e non sentirle. Dopo essere tornata tre anni fa sulle tv di oltre 150 Paesi (in Italia va in onda su Rai Yoyo), tradotta in 30 lingue, con una nuova serie animata in 3d, l'Ape Maia, nata nel primo decennio del Novecento dalla penna del tedesco Waldemar Bonsels, vola al cinema in versione CGI con il film di Alexs Stadermann, coproduzione tedesco-australiana, in sala dal 18 settembre distribuito da Notorious Pictures. L'anteprima oggi al Roma Fiction Fest, il festival dedicato al piccolo schermo, che ha preso il via nella capitale proprio con una giornata dedicata ai bambini (la sezione Kids&Teens) con tanto di 'pink carpet'.

Il successo planetario arrivò a metà degli anni '70, con la serie animata firmata dal giapponese Nisan Takahashi, ma già il libro di Bonsels ('Le avventure dell'ape Maya' vennero pubblicate per la prima volta in Germania nel 1912) aveva incantato i bambini di allora, tanto da ispirare nel 1924 un film muto, Die Biene Maja girato dal biologo e documentarista Wolfgang Junghans in un terrarium allo zoo di Berlino con veri insetti. Negli anni la storia di Maia ha anche ispirato, fra gli altri, un'opera per bambini del compositore croato Bruno Bjelinski,oltre a videogame, libri e fumetti.

Nel nuovo film in 3d, che ha sullo sfondo una lotta secolare tra api e vespe, la piccola e anticonformista Maia nasce in un alveare dove non è facile essere diversi. I suoi buffi sforzi per essere come gli altri e diventare una brava ape la mettono in conflitto con la malvagia consigliera dell'Ape Regina che nel frattempo sta organizzando un grosso furto di pappa reale. Quando Maia scoprirà il suo piano minaccioso, chiamerà a raccolta tutti gli insetti, comprese le temute vespe, che si riveleranno ottimi alleati. 

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