Cucinotta, violenza contro donne mai finita

L'attrice in La moglie del sarto, in sala dal 15 maggio

    (ANSA) - ROMA, 05 MAG - Una madre che insieme alla figlia combatte contro le maldicenze e la violenza maschile, in un piccolo centro del sud del 1960. E' il personaggio di Maria Grazia Cucinotta in La moglie del sarto di Massimo Scaglione, con Marta Gastini, Alessio Vassallo, Ninni Bruschetta, in 70 sale dal 15 maggio distribuito da Red Moon Films e Flavia Entertainment. ''Madre e figlia lottano contro il pregiudizio - spiega l'attrice -. La violenza contro l'essere donna non e' mai finita. Una volta forse c'era più rispetto, ora le donne sono prede e sentirsi così è terribile''. Per lei, impegnata con varie associazioni come Pangea, onlus che supporta la formazione e la crescita delle donne in difficoltà e i loro bambini in vari Paesi, sottolinea che ''la violenza si deve combattere parlandone, ma devono anche essere attuate le leggi. Non si arriverà mai a una fine, se chi uccide una donna dopo cinque minuti esce perché giudicato incapace di intendere. Bisogna dare la forza alle donne di non fermarsi davanti alle ingiustizie''.
    In La moglie del sarto (''tratto in parte da una storia vera che mi hanno raccontato in una pasticceria di New York'' spiega il regista) Rosetta (Cucinotta), rimasta vedova del sarto del paese, decide di non vendere bottega e casa all'avido assessore Cordaro (Bruschetta), che con un imprenditore del nord vorrebbe trasformare la zona in un centro turistico di lusso. Per farle cambiare idea, l'assessore aizza dicerie, maldicenze e violenze contro di lei e la figlia 18enne di Rosetta, Sofia (Gastini, che tornerà su Sky in autunno con la terza serie dei Borgia).
    L'arrivo del giovane puparo Salvatore (Vassallo) che si innamora di Sofia e la sposa, non calma le acque. Toccherà a Rosetta 'sacrificarsi' per regalare un futuro migliore alla figlia. ''Molte attrici - spiega Cucinotta - scelgono i ruoli in base a quanto siano presenti nel film, io invece ho deciso di farlo proprio perché è una storia corale. I veri protagonisti sono i due ragazzi... poi Marta, oltre a essere bravissima sembra realmente mia figlia, me l'ha detto anche la mia figlia vera''.
    L'attrice trova naturale dare ''a colleghe più giovani l'opportunità di essere viste. Lavoro da 27 anni, ho cominciato a 18 anni e ora ne ho 45. Ho vissuto più del doppio della mia vita nello spettacolo, un campo di battaglia, e voglio condividere ciò che ho avuto. C'è chi lavora per un sogno e chi cerca di distruggerlo, ma questo non deve fermarti. Noi donne dobbiamo stare unite, fare squadra, non darci addosso l'un l'altra, perché nessuno ti toglie niente''.
    Dovremmo imparare a valorizzarci di più''. Ha fiducia in qualche politico? ''Ne ho più in Papa Francesco''.
   

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