Sicilia sottosopra, Ayala la prima volta a Roma

Al Teatro dei Dioscuri dal 29/1 al 1/3 a cura di Enrico Menduni

 La scoperta di un fotografo segreto.  Uno scrigno di immagini tenuto chiuso per 70 anni. Oggi aperto per restituire una storia antica, e uno sguardo sorprendente. La Mostra racconta la storia di un ragazzo, Gianfranco Ayala, che tra il 1948 e il '52, tra i 15 e i 19 anni, a Caltanissetta, scatta decine, centinaia di fotografie, come una passione, come una liberazione. E' un talento naturale, sono foto di pura bellezza, sulla città e la campagna, gli adulti e i bambini, sulla fatica, la povertà, il sorriso della vita. Senza formazione specifica, allievo solo di uno stampatore e di ciò che vede, Ayala incrocia senza saperlo le traiettorie del realismo cinematografico, di Cartier-Bresson, degli street photographers americani. Il ragazzo è amico del 'professor' Sciascia; è erede di gestori di solfatare, come Pirandello. La sua storia può essere quella di un racconto di Bufalino, di una vocazione postdatata.
    E la mostra racconta la storia di Gianfranco Ayala, neurologo e docente di livello internazionale.Oggi ha 87 anni e la mostra Sicilia sottosopra porta per la prima volta a Roma questa promessa della fotografia. Sicilia sottosopra, promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dal 29 gennaio al 1 marzo 2020, per la cura di Enrico Menduni, racconta in 75 immagini, e nel corto-gioiello del 1952 'Solfara. 
   

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