Nano Morgante di Bronzino torna a Pitti

Dipinta su entrambi lati, tela raffigura buffone corte Cosimo I

(ANSA) - FIRENZE, 21 SET - Il Nano Morgante, ritratto realizzato dal Bronzino del più celebre dei cinque buffoni che vissero alla corte di Cosimo I de' Medici, torna a Palazzo Pitti, nella reggia dove questo leggendario personaggio - al secolo Braccio di Bartolo - trascorse la maggior parte della sua vita. Dipinta su entrambi i lati, la tela, ora esposta nella sala di Apollo della Galleria Palatina, raffigura il nano come 'uccellatore', cioè cacciatore di uccelli, giacché non gli era consentita la caccia ad animali di taglia più grande, attività riservata ai personaggi di rango più elevato. L'opera, assai fragile, torna a essere esposta, in modo definitivo, grazie a una nuova teca, con vetro antiriflesso di ultima generazione e sistema di assorbimento degli urti, trovando così una collocazione più sicura. Nel corridoio al primo piano degli Uffizi dove era stata sistemata dal 2013 al 2016 - in dialogo con la galleria di ritratti sempre di Bronzino, le vibrazioni del pavimento "costituivano un pericolo per la sua conservazione".
    Nella tela il personaggio è ritratto rispettivamente di fronte e da tergo in due momenti successivi dell'azione: davanti lo si vede prima della caccia, mentre tiene al laccio una civetta usata come esca per attirare una ghiandaia che vola nell'aria, dietro viene mostrato quando impugna con la destra il risultato della sua impresa, voltandosi verso lo spettatore. In questo modo Bronzino, all'epoca coinvolto nella querelle sul 'paragone' (ovvero la contesa del primato tra pittura e scultura) rispondeva con i fatti a chi sosteneva il vantaggio della statuaria perché essa offriva più punti di vista.
    Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ricorda che Braccio di Bartolo "fu uno dei protagonisti della vita sociale e politica della corte, molto caro a Cosimo I, di cui si festeggia quest'anno il cinquecentenario della nascita.
    L'installazione a Palazzo Pitti del suo ritratto dipinto da Bronzino è dunque un'occasione insieme museografica e celebrativa. Ed è oltretutto un'operazione che salvaguarda un'opera tanto fragile dai rischi di distacco della pellicola pittorica". (ANSA).
   

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