Hamburg Ballet, trittico dei sentimenti

Al Ravenna Festival in esclusiva. Beethoven, Bernstein, Mahler

(ANSA) - ROMA, 14 LUG -In principio era Beethoven, che da sempre affascina John Neumeier, direttore (da sempre) dell'Hamburg Ballet, con la sua potente essenzialità che il coreografo splendidamente ottantenne seziona attraverso la spinta dinamica dei corpi, sempre fuori contesto, sempre asimmetrici, nella loro drammaticità. La musica potente e maestosa di Ludwig van Beethoven è messa in scena direttamente, con il pianoforte a coda sul palco dello storico e sempre affascinante Alighieri di Ravenna per il Ravenna Festival dove il trittico è andato in scena in esclusiva per l'Italia. Sono essenzialmente le Variazioni dell'Eroica e sulla Sinfonia n.3 a comporre il Beethoven Project che avrà il suo compimento in occasione dei 250 anni dell'artista.

Nella scenografia ridotta all'osso di due pannelli colorati di rosso e di blu, i frammenti sembrano rincorrere l'ide di fondo di cogliere lo spirito meno retorico del compositore, la sua anima di uomo più che di artista. Dice Neumeier: "Quello che era partito come titolo provvisorio, Beethoven Project, si è rivelato essere il più adatto a descrivere il mio approccio coreografico al compositore. Qui non c'è una storia da narrare. Più che una trama definita, il balletto combina frammenti di musica e suggestioni emotive tratte dalla biografia di Beethoven. Beethoven Project è una sorta di balletto sinfonico, modellato su quello che la musica di Beethoven mi ha ispirato e plasmato dalla mia soggettiva risposta coreografica". Ma Beethoven Fragments (dal balletto Beethoven Project di John Neumeier) è solo uno dei tre momenti dello spettacolo dell'Hamburg Ballet in esclusiva a Ravenna, e non il più emozionante. C'è una parentesi giocosa con Birthday Dances.

Rappresentato per la prima volta nel 1990, poco prima della morte di Leonard Bernstein, in occasione del 50o compleanno della regina Margrethe II di Danimarca, prende spunto da opere precedenti, anch'esse ispirate a Bernstein: West Side Story (1978), Song Fest e Age of Anxiety (1979), ed è un intermezzo che quasi stride per la sua colorata vivacità da Broadway dopo l'intensità emotiva di Beethoven. Poi, in chiusura, lo struggente At Midnight, dal Rückert Lieder di Gustav Mahler, nel 1976. Presentato originariamente all'interno del programma misto Ballets for Piano and Voice, At Midnight ora è il risultato di una nuova indagine sulla partitura mahleriana che però non ne tradisce lo spirito intensamente romantico che sulla voce di Benjamin Appl declina mirabilmente il tema dell'amore come eterna fuga, per poi essere fugacemente rincorsi e riappropriarsi al fine delle braccia dell'amato. Come fosse per sempre ma con l'impalpabilità di un velo.

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